Sicurezza
Lavori bloccati: «È soltanto il recupero di un rudere»
CASOLA. Un impatto negativo sulla millenaria pieve di Codiponte? Ma fatemi il piacere: è solo la ristrutturazione di una casetta usata come ricovero per materiali. Guardate, semmai, cosa era prima, invece di gridare allo scempio”. È il senso della replica della signora Micol Muraglia allo stop imposto dal Comune (dopo intervento della Soprintendenza) al cantiere edile davanti alla pieve.
«Esiste – scrive – una bacchetta magica per ricostruire un casonato (leggi casetta) dall’oggi al domani senza prima passare per un cantiere? Fantasia. C’è chi ha ben presente quello che oggi è un ‘cantiere’ alla pieve millenaria causa lavori bloccati e, proprio gli stessi, immaginano quale opera d’arte è in corso di costruzione, perché chi conosce sa anche che quello stesso terreno, senza esagerare, era un rudere.Ma c’è chi si ricorda cosa era quello stesso casonato? È lì che bisognava prendere la difesa della pieve di Codiponte al fine di premiare chi ha investito, in lavoro e in termini economici, per il bene del proprio paese e quotidianamente si impegna per questo». La signora, poi, domanda: «È più inopportuno e di interferenza un lavoro portato a termine utilizzando persino sassi antichi, ancor più antichi della Pieve, oppure un rudere o, ancor peggio, un cantiere? Difendiamo il paese da chi non rispetta le regole, da chi sporca, da chi abbandona terreni o peggio getta rifiuti… in alto l’obiettività». —
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