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Ceccarelli parla chiaro: si può scavare rispettando l’ambiente e l’occupazione

Francesca Vatteroni
Ceccarelli parla chiaro: si può scavare rispettando l’ambiente e l’occupazione

Presentato dall’assessore regionale il nuovo piano cave: «È un progetto sostenibile, arriveremo al via libera entro l’anno»

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C’è tutto il mondo che gravita intorno alle cave nella Marmoteca di Imm per la presentazione ufficiale del nuovo piano regionale cave: politici, istituzioni, cavatori, sindacalisti, imprenditori, cittadini e associazioni ambientaliste.

IL PIANO

Illustrato dalla Regione con il suo staff capitanato dall’assessore regionale alle infrastrutture e all’urbanistica Vincenzo Ceccarelli, il piano ha dato l’occasione per un appuntamento in merito al quale si potrebbero evidenziare tre dati: l’approvazione definitiva del Prc prevista per la fine di dicembre, la quasi certa firma imminente del Ministero che concede la proroga alla fine di dicembre per l’approvazione dei Pabe di Carrara (anch’essi previsti come per il Prc dalla legge reg. 35/2015 per la tutela paesaggistica nell’ambito dell’attività estrattiva) e il malumore di Legambiente legato alle rese previste con alcune rimostranze degli industriali soprattutto legate agli obiettivi di produzione sostenibili, stabiliti per ciascuna cava in base ai dati del passato.

I NUMERI

A fare strada è in primis l’assessore regionale: «Il Piano rappresenta uno strumento di settore e di riqualificazione che opera una semplificazione: dai 3 livelli normativi regionale, provinciale e comunale adesso si supera il livello provinciale, considerato che in 15 anni, delle 10 province solo 5 si erano dotate di piani». L’assessore ha indicato in linea generale le funzioni del Piano così com’è stato elaborato: «Il piano individua giacimenti, stabilisce il fabbisogno per i prossimi 20 anni con un primo monitoraggio dopo 3 anni e successivamente ogni 5 anni e si avvale di un lavoro molto lungo e complesso con alle spalle un quadro conoscitivo che è stato recuperato: dalle 640 aree di risorse pianificate nel 2016 e sottoposte a valutazioni multicriteriali abbiamo creato una griglia prendendo in considerazione vincoli paesaggistici e ambientali e dopo confronti e un concorso di partecipazione si sono ridotte di un terzo (riduzione che non ha toccato il distretto di Carrara)». Il Piano quindi traccia la cornice di regole in cui poi il Comune definisce nel dettaglio le zone escavabili e rilascia le autorizzazioni alla coltivazione delle cave.

GLI OBIETTIVI

«Garantire l’occupazione nel rispetto dell’ambiente e lavorare rafforzando la filiera e una maggiore distribuzione della ricchezza»: questo l’obiettivo del piano secondo Ceccarelli. I Comuni, avranno 2 anni di tempo per adeguare i piani strutturali al PRC ed un ulteriore anno per adeguare il piano operativo. «Il contesto in cui ci siamo dovuti muovere-ha commentato l’assessore-non era facile: nel 2016 le cave in Toscana risultavano essere 384, a fronte delle 393 del 2010 e con la crisi siamo passati da 12,65 milioni di metri cubi del 2007 ai 6 milioni del 2016». —

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