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Lapideo, cala l’export a livello nazionale Cresce il valore dei blocchi

Luca Barbieri
Lapideo, cala l’export a livello nazionale Cresce il valore dei blocchi

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carrara. Nel primo semestre 2019 le esportazioni italiane di pietra naturale hanno raggiunto 1.679.295 tonnellate per un valore complessivo di 906 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2018 si registra un calo che coinvolge sia la quantità (- 7,63%) sia il valore (-3,65%). Come ormai accade da alcuni mesi a questa parte la diminuzione coinvolge prevalentemente le quantità esportate rispetto a quanto avviene per il valore complessivo, indicando un ulteriore aumento del valore medio unitario dei prodotti esportati che si attesta in 539 euro a tonnellata (+4,3%).

Dato positivo invece per il nostro distretto, quello Apuo-Versilisie, con un importante incremento del valore delle esportazioni di blocchi (+8,8%).

Per Fabio Felici, presidente di Imm: «L’analisi del nostro Centro Studi mostra come, nonostante il calo generalizzato che sta interessando il settore lapideo e le turbolenze sui mercati internazionali, la pietra naturale italiana è sempre più apprezzata dai clienti internazionali. A dimostrazione di ciò rileviamo un incremento del valore medio unitario dei blocchi e dei lavorati in marmo italiano, da sempre sinonimo di eleganza, raffinatezza e unicità, elementi che ben lo contraddistinguono dalla pietra artificiale. A confermare il riconoscimento del prestigio del marmo italiano vi è l’incremento del valore dei blocchi esportati dal nostro distretto, che con un +8,8% e 136 milioni di euro si conferma ancora leader tra i distretti italiani».

Le esportazioni di marmo in blocchi e lastre, nei primi sei mesi del 2019, hanno raggiunto 598.791 tonnellate, in flessione del 6,64% rispetto allo stesso periodo del 2018, tuttavia il maggiore valore medio unitario, pari a 325 euro alla tonnellata (+10,74%) ha portato ad un aumento del 3,38% del valore complessivo che si attesta in 194,6 milioni di euro.Una dinamica simile, seppur con ordini di grandezza e intensità differenti è registrata per le esportazioni di blocchi e lastre in granito. La diminuzione (-7,51%) della quantità esportata, 61.152 tonnellate, è stata accompagnata da un lieve calo del valore complessivo, che si attesta a 17,2 milioni di euro (-1,15%).

Gli Stati Uniti sono stati il primo mercato di riferimento per gli esportatori di pietra naturale italiana anche nel primo semestre 2019: il valore delle merci italiane vendute oltreoceano ha raggiunto 185,8 milioni di euro, in diminuzione (-4,2%) rispetto allo stesso periodo del 2018. Allo stesso tempo le quantità esportate hanno subito un sostanziale calo (-14,2%) arrestandosi a 76.736 tonnellate. Durante il periodo in esame si è registrato un apprezzamento del valore medio unitario (+11,6%) che ha raggiunto 2.421 euro a tonnellata.La Cina è stato in questo primo semestre il secondo mercato per la pietra naturale italiana, con un valore delle esportazioni di 119,97 milioni di euro in aumento del 9,2%. L’aumento ha interessato anche le quantità totali (1,3%) che hanno raggiunto le 284.874 tonnellate.

Per quanto riguarda i distretti italiani il primo semestre 2019 è stato caratterizzato da un miglioramento della produzione nel comparto estrattivo come mostrato dall’indice della produzione: dopo una partenza in linea con il 2018, vi è stato un incremento dell’indice che ha raggiunto, a maggio, il valore massimo di 158,8 punti, per poi diminuire nel mese di giugno, seguendo il trend già mostrato lo scorso anno.

L’analisi dei dati distrettuali mostra un calo generalizzato per quanto riguarda le esportazioni di materiali lavorati. Il valore complessivamente esportato è di 659,88 milioni di euro, in diminuzione del 6,08% rispetto al 2018. Il comprensorio Apuo-Versiliese chiude il primo semestre 2019 con 216,93 milioni di euro di lavorati esportati, in calo del 4,76% rispetto al primo semestre 2018, incidono su questo risultato le esportazioni dirette negli Stati Uniti che scendono ad 87,16 milioni di euro in calo del 2,42%, si aggiunge il risultato negativo delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti (-17,75%). Si segnala, l’andamento opposto per l’export di lavorati diretti in Kuwait (+48,62%) e verso la Francia (82,32%).

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