Lutto
“Guerra” fra marmo e travertino, a Carrara un arbitrato da mezzo milione
Il colosso della pietra romana Caucci doveva entrare in joint venture con l’azienda apuana Nicola Mazzucchelli Marbles: «Impegni non rispettati»
CARRARA. Nel maggio di tre anni fa era stato presentato come il “matrimonio tra marmo e travertino”. Si dava conto dell’imminente ingresso della Caucci Marble, colosso del travertino e multinazionale nel settore delle pietre, nel capitale della Nicola Mazzucchelli Marbles srl. . La joint venture nasceva dall’aspirazione di Caucci a diventare un’importante protagonista anche del marmo di Carrara e di Nicola Mazzucchelli di beneficiare degli sbocchi commerciali garantiti da Caucci a livello mondiale, ferma restando la base a Carrara e quivi i programmati investimenti in personale e attrezzature. Se non che il “matrimonio” non si è celebrato, nonostante i precisi accordi e impegni scritti che erano stati presi dalle parti, e ciò ha determinato la reazione di Nicola Mazzucchelli che, con la difesa dell’avvocato Marco Tognarini, ha promosso un arbitrato che si è recentemente concluso con la pronuncia di un lodo favorevole che obbliga la Caucci Marble a entrare nel 50% del capitale della Nicola Mazzucchelli Marbles srl e a corrispondere la somma che era stata originariamente pattuita, oltre a pagare tutte le spese dell’arbitrato. Un conto che sfiora il mezzo milione di euro.
Il matrimonio è stato quindi soltanto rinviato e in base al lodo arbitrale deve ora celebrarsi.
«L’auspicio - spiega l’amministratore di Nicola Mazzucchelli Marbles s.r.l. Nicola Mazzucchelli - è anche l’invito che rivolgo pubblicamente alla Caucci Marble, è pertanto che dopo le iniziali incomprensioni le parti si siedano pacificamente al tavolo per cominciare a programmare il futuro della Nicola Mazzucchelli Marbles s.r.l., che dalla partnership con Caucci si attende importanti sviluppi aziendali».
La vicenda
Un sodalizio tra le due società che affonda le radici nelle precedenti collaborazioni: la Caucci come cliente e la società apuana come fornitore. Poi la svolta, e la volontà del colosso del travertino romano di seguire più da vicino la fetta di mercato all'ombra delle Apuane ed ecco quindi la decisione di insediarsi direttamente in zona e da qui l'entrata in società. Da «ottimo cliente», come definito da Nicola Mazzucchelli, all'entrata come socio. «Questa mossa – aveva sottolineato all’epoca sempre Mazzucchelli – ovviamente, consente di affrontare il mercato con una maggiore energia e con investimenti importanti. Vogliamo puntare, quindi, sul made in Italy e sul made in Carrara, ovviamente».
E questa maggior energia avrebbe dovuto tradursi, nel breve, in qualche nuovo posto di lavoro. ». «La previsione è quella che, in un periodo stimato attorno ai tre, quattro anni, questi numeri riguardanti i posti di lavoro possano crescere con una ricaduta positiva sul territorio». L'obiettivo era quello di investire su Carrara. E per l’azienda Mazzucchelli rimane sempre lo stesso. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
