La manifestazione
Donne influenti e comunicazione, la massese Abba è nei primi posti
Negli anni ’80 ha contribuito alla nascita di Internet in Italia Su Massa: siamo troppo indietro. Così si perdono occasioni
MASSA. C'è anche un’ apuana nell’elenco di “Startup Italia”, la classifica stilata dalla testata specializzata in information e commucation technology (Ict) che ogni anno individua personalità influenti nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Si tratta di Laura Abba, ricercatrice del Cnr e originaria di Marina di Massa, laureata all’Università di Pisa in matematica e avanguardista nella promozione della rete internet a metà anni ‘80.
Come nasce la sua passione per la rete internet?
«Il Cnuce Cnr di Pisa (Cnuce sta per Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico) aveva appena collegato l’Italia a Internet, io ci ero arrivata pochi mesi prima. Internet in Italia stava per iniziare e sono arrivata giusto in tempo, e la prospettiva era quella che “esplodesse”, come poi è stato. Che emozione! Tanto da fare, un impegno costante contro ogni esclusione, o anche solo limitazione, allo sviluppo della rete Internet. Tutto quello che ho imparato è che le soluzioni migliori e durevoli sono il risultato della partecipazione, del dialogo e della cooperazione che sono principi fondamentali che hanno accompagnato lo sviluppo dell'innovazione digitale. Tanti anni che mi occupo del sistema Internet, e ancora non ho perso la passione».
Come ci si sente ad essere definite influencer?
«È solo un termine che va di moda, a mio parere poco definito e definibile. Nel mio caso scelto per creare attenzione alla lista delle 1.000 donne che stanno cambiando l’Italia. Va bene così. Bene che si parli delle donne da seguire nell'innovazione in Italia: fondatrici, manager, attiviste, ricercatrici. Sono onorata di farne parte. Donne delle quali è importante raccontare le azioni positive, collegarle tra di loro, farne vivere la passione e l’impegno. Come mi sento? Una donna, una tecnologa, dirigente pubblica, che fa bene il suo lavoro, ed è orgogliosa di servire il suo paese».
Innovazione, come potrebbe migliorare Massa?
«Massa, al pari di molte altre città del paese, ha ancora molta strada da fare. Non vi è tempo qui per analizzare le diverse classifiche certamente poco meritorie che riguardano anche Massa: dai ritardi nell’industria 4.0, ai mancati finanziamenti del tanto declamato Fondo Nazionale per l’Innovazione 2019, ai numeri sulla dispersione scolastica, alla piaga del divario digitale, alla pubblica amministrazione digitale che non decolla. Ma voglio portare la vostra attenzione sull’analfabetismo digitale che sta affossando tutto. È un gap culturale di cui non si parla mai. Non esiste. Eppure, è devastante. Lo rileva periodicamente anche il rapporto Desi della Commissione europea. Siamo ignoranti, digitalmente ignoranti, se non impariamo non possiamo crescere. Una palla al piede sul futuro del paese che rischia di creare diseguaglianze e squilibri addirittura perversi. Sono la maggioranza degli insegnanti, dei piccoli imprenditori, dei funzionari e amministratori pubblici, dei politici sono il cuore pulsante del paese».
Ha dei progetti che vorrebbe sviluppare sul territorio?
«Mi auguro che i miei concittadini prima o poi colgano l'occasione per confrontarsi con gli altri territori, studiare, investire in cultura, imparare tutti insieme il digitale. Oggi non c'è ripresa economica, creazione di posti di lavoro e benessere diffuso se i cittadini tutti, giovani e meno giovani, non hanno adeguate competenze digitali. La situazione è grave in tutto il paese, gravissima - a mio parere - nella nostra città. Nei programmi di governo della nostra Massa io non ho letto parola sulle tecnologie digitale e sull’innovazione. Nei prossimi anni ci saranno molti posti vacanti per la mancanza di competenze, i ragazzi di oggi svolgeranno dei lavori che ancora non esistono. Le imprese che lavorano nel settore digitale hanno bisogno di collaboratori, ma non ne trovano di adeguatamente formati. Una svolta digitale diventa fondamentale per qualsiasi futuro si stia preparando».
Internet è un'opportunità ma può tramutarsi in pericolo. Suggerimenti per i nuovi utenti?
«Mi sembra un tema molto interessante, centrale. Riguarda principalmente il grado di consapevolezza sui rischi legati all’uso della rete. La risposta è una sola: conoscere la rete. L’inizio del mio impegno per difendere la comunità degli utenti della rete risale al 1992. Quel giorno ci trovammo a Kobe in Giappone convinti che la vera sfida fosse educare l’utenza. Fondammo la Internet Society. Nel mondo avevamo appena pochi milioni di persone connesse. La strada verso una Internet per tutte le persone risultava lunga e a ostacoli; nel 1992 ci siamo detti “vale la pena impegnarsi!”. E lo abbiamo fatto, giorno dopo giorno, con passione. Oggi abbiamo oltre 4 miliardi di utenti, i rischi sono aumentati, soprattutto in materia di privacy e sicurezza: fate attenzione». —
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