Il dolore
Furbetti dei loculi, c’è un altro processo
L’avvocato di Buffoni: davanti al giudice del lavoro citati i “responsabili sussidiari”, chi doveva controllare e non l’ha fatto
CARRARA. Scandalo dei cimiteri: c’è un altro processo. All’indomani della pubblicazione della sentenza della Corte dei Conti, che condanna a maxi risarcimenti l’ex addetto dei servizi cimiteriali e l’ex direttore generale proprio il legale di quest’ultimo, annuncia l’impugnazione. E ricorda che c’è un altro procedimento, in corso davanti al giudice del lavoro (prossima udienza a novembre), in cui vengono chiamati a rispondere, a livello legale, i responsabili sussidiari. Cioè coloro che all’interno di Apuafarma e del Comune di cui la società è partecipata, avevano il compito amministrativo di controllare.
Insomma, secondo la versione dell’avvocato Claudio Lalli, che assiste l’ex direttore generale Francesco Buffoni, ci sarebbero altri responsabili per quanto accaduto all’interno di Apuafarma. Responsabili “sussidiari” come citato nella sentenza della Corte dei Conti che sono coinvolti nel procedimento civile. E che saranno, già il prossimo mese, sentiti dal giudice: si parla di una dozzina di persone.
la doppia causa
La ricostruzione della vicenda Apuafarma, da parte della difesa Buffoni parte da un decreto ingiuntivo, quello presentato proprio dall’avvocato Claudio Lalli per il pagamento di liquidazione e ferie non godute al proprio assistito. Un conto di 100mila euro a cui l’azienda si è opposta, proprio per la nota vicenda degli ammanchi contestati che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, ammontavano a 350mila euro. Questa opposizione, come ricostruito dalla difesa, ha fatto sì che venisse accertata dal giudice la responsabilità dello stesso Buffoni. A questa si aggiungerebbe un’altra causa nei confronti dell’ex direttore generale avviata dalla stessa Apuafarma, questa volta come azione diretta.
Insomma una vicenda complessa anche a livello legale.
responsabili sussidiari
Il termine è utilizzato anche nella sentenza della Corte dei Conti. Si tratta delle figure che avrebbero dovuto controllare, a livello amministrativo, ma secondo la difesa di Biagioni non lo avrebbero fatto. E per questo sono state chiamate in causa in tribunale a Massa davanti al giudice del lavoro.
la vicenda
La guardia di finanza in una relazione del novembre 2015 accertava l’anomalia in una relazione sui conti di Apuafarma, società a totale partecipazione pubblica.
Le analisi dei vari servizi fatti dalla finanza evidenziavano che tra i dati riportati nel database e il corrispettivo incassato c’era un ammanco di cassa, subito dall’azienda, di 407mila euro nel periodo 2008-2015. Gli ammanchi sono fatti risalire al maggio 2008, dopo l’installazione di un registratore di cassa. Da qui ha preso le mosse la vicenda dello scandalo dei loculi. —
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