Il Tirreno

in affitto dalla diocesi 

Famiglia sfrattata, «ma Santucci non ci ha ricevuti»

C.P.
Famiglia sfrattata, «ma Santucci non ci ha ricevuti»

L’unione sindacale di base è stata ricevuta dal legale  del Vescovo e non da lui  Monsignor spiega: noi  abbiamo fatto il possibile

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«L'unico dialogo che ci è stato concesso è stato quello con il legale del vescovo. Sua eccellenza non ci ha ricevuti e ha preferito relegare lo sfratto di questa famiglia a una questione puramente burocratica». Elia Buffa dell'Unione sindacale di base commenta così il mancato incontro di ieri mattina con il vescovo della diocesi di Massa Carrara, Giovanni Santucci. Sindacato e Curia avevano stabilito, qualche settimana fa, di approfondire meglio la vicenda che vede coinvolta una famiglia massese che da tempo non riesce a pagare l'affitto di un fondo di proprietà della Diocesi. «Due settimane fa – scrive in una nota Usb -tramite il parroco del duomo, pensavamo di aver ottenuto un appuntamento. Invece siamo stati dirottati verso il suo avvocato che ieri ci ha fatto sapere di non voler arrivare a nessun accordo. A niente sono valse le proposte economiche messe in campo».

Il vescovo Santucci spiega: «Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare – dice – Evidentemente il sindacato ha avanzato delle proposte, ma non delle soluzioni». Usb precisa di aver trovato il modo di accedere al bando per la morosità incolpevole. E di aver, in aggiunta, proposto un budget extra che la famiglia avrebbe garantito per ogni mese. Circa 300 euro. Evidentemente non abbastanza per fermare lo sfratto. «Ci sembra assurda quest'ottica che privilegia l'interesse economico rispetto ai bisogni delle famiglie». Il 19 settembre, due anziani, uno con disabilità, e il loro figlio, lavoratore precario, verranno sfrattati dalla loro abitazione. E anche palazzo civico per loro non sembra avere pronte delle risposte:«In continuità con l'amministrazione precedente - spiega Usb - quella attuale perpetra politiche che non risolvono il problema, ma tamponano una ferita aperta che è destinata, prima o poi, a scoppiare». —C.P.

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