Il Tirreno

il primo bilancio dell’edizione 

Convivere 2019, successo di pubblico con polemica

Irene Rubino
Convivere 2019, successo di pubblico con polemica

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La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara esprime grande soddisfazione per la XIV edizione di Con_Vivere, per cui si parla 30mila presenze. I numeri sono ancora in fase di verifica, ma sembrano comparabili a quelli dello scorso anno, forse addirittura superiori.

Nel fine settimana del festival il centro di Carrara si è riempito di visitatori e residenti; le conferenze hanno registrato il tutto esaurito, persino quelle in orario pomeridiano. Gli organizzatori hanno osservato con piacere che il pubblico di Con_Vivere è sempre stato attento, partecipe, preparato.

Numerosi sono i giovani che hanno preso parte alle iniziative del Festival. A breve il nuovo presidente della Fondazione, Enrico Isoppi, intende fare un bilancio insieme a tutti i membri del Comitato per il Festival. Una delle novità di quest’anno è stata infatti la nascita di tale comitato, di cui la fondazione è ente capofila. Si parlerà, naturalmente, anche del futuro di Con_Vivere.

Nel frattempo si prosegue col dopofestival, dal momento che quest’anno Con_Vivere ha avuto per la prima volta eventi collaterali prima e dopo le date della manifestazione vera e propria: ieri Lunedì 9 alle 21 settembre nella Casa di reclusione di Massa è andato in scena lo spettacolo “Il teatro oltre la tempesta” nell’ambito del progetto “Teatro in carcere”.

I prossimi appuntamenti saranno il 3, il 4 e l’11 Ottobre a palazzo Binelli, per parlare de “I secoli delle donne: fonti e materiali per la didattica della Storia”; Venerdì 4 Ottobre alle 10 presso la sede della Camera di Commercio Beniamino de’ Liguori Carino terrà invece una “Lezione olivettiana.”

Il presidente della Cisl Andrea Figaia, pur attestando il grande successo dell’edizione del 2019, esprime una nota di rammarico: «Nemmeno quest’anno Cisl e Uil sono state interpellate. E’ stato richiesto un contributo del Segretario generale aggiunto della Cgil nazionale. Non ci pare la prima volta che questo accade e la prospettiva, il punto di vista, l'obiettivo di indirizzo, sembrano, in effetti, coordinarsi con il pensiero politico sindacale dell’organizzazione di sinistra. Lo scorso anno prevalse la tesi del conflitto come la migliore arma con cui i rappresentanti dei lavoratori possano relazionarsi con le imprese. In punta di piedi, evidenziammo come questa modalità politica, di parte, rappresentasse solo un'anima del movimento sindacale».

Figaia lamenta anche l’assenza in cartellone di figure esplicitamente legate alla Chiesa cattolica: « Ilmondo cattolico viene lasciato volutamente ai margini: un grazie a don Raffaello, sempre presente, preparato e deciso, ma che prende la parola dal pubblico. L'intervento inaugurale, di gran livello culturale, è stato di teologo il cui pensiero non è allineato con le gerarchie ecclesiastiche». —

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