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Fosdinovo senza campo e cellulari quasi muti la sindaca: un rischio

C.F.
Fosdinovo senza campo e cellulari quasi muti la sindaca: un rischio

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FOSDINOVO. Tutti noi siamo ormai abituati a considerare il cellulare come una specie di “protesi” sempre pronta all’uso. Ma basta salire in qualche frazione della Lunigiana, a Fosdinovo, ad esempio, per scoprire che, a volte, non è così. Nel borgo malaspiniano e nelle sue frazioni, il segnale della telefonia mobile arriva a singhiozzo, in molto punti non c’è campo, chiamare è impossibile. Con conseguenze disorientanti per chi sperimenta per la prima volta questa vita “in vacanza” dal cellulare e ben più pesanti per chi in quelle zone ci vive e ci lavora.

Camilla Bianchi, sindaca di Fosdinovo, spiega: «I paesi di Pulica, Marciaso, Tendola e Posterla sono quelli che hanno problemi maggiori, ma anche nel borgo di Fosdinovo la copertura non è certo ottimale. Più giù, verso il mare si torna alla normalità». I disagi della assenza di campo sono evidenti, comunicare è difficile a Fosdinovo. «Si parla di salvare i piccoli centri dallo spopolamento – dice ancora la sindaca – ma domandiamoci: chi verrebbe a vivere in un luogo dove usare il telefonino è un’impresa? Qui a Fosdinovo il turismo sta crescendo, ma vedo tanti visitatori e ospiti smarriti e anche indispettiti per l’assenza di segnale».

Poi ci sono questioni di sicurezza. In caso di emergenza, come si fa a chiamare i soccorsi? «Per non dire – aggiunge ancora la Bianchi – dei fungaioli che si perdono nei boschi fosdinovesi, succede spesso che non riescono a dare l’allarme e a localizzarli. Per ritrovarli occorrono battute nei boschi con persone e cani».

Il problema non riguarda soltanto Fosdinovo. Nei piccoli centri montani, con ridotta densità di popolazione, le compagnie di telecomunicazioni hanno scarso interesse a estendere la copertura, per questioni di costi degli impianti e di redditività. E di conseguenza sono numerosi i paesi in tutta Italia “senza rete”.

Il 15% del territorio nazionale, in cui vive il 5% della popolazione, circa 3 milioni di persone, è scoperto dal segnale, dicono i dati diffusi dall’Uncem, Unione italiana delle comunità montane, che ha avviato una mappatura delle zone scoperte. «Confidiamo molto nell’iniziativa di Uncem, da soli noi sindaci dei piccoli centri non riusciamo a farci sentire», dice la sindaca Bianchi. —C.F.

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