Sicurezza
Asl, scioperano i lavoratori dei centri prenotazioni
Il sindacato si dice pronto a portare la questione davanti giudice del lavoro E chiede all’azienda di internalizzare il servizio
massa. Hanno deciso di incrociare le braccia i dipendenti del centri unici prenotazione della Asl: oggi sono in sciopero. Non uno sciopero unitario perché a dichiararlo è soltanto la Cisl Fp. Cisl che chiederà all’Asl di gestire direttamente il servizio di prenotazioni e che, in tema di orari di lavoro e inquadramenti contrattuali, andrà - assicura- dal giudice del lavoro: «Dopo aver tentato tutte le strade per arrivare ad soluzione pacifica con le aziende, la Cisl si è vista costretta - scrive il sindacato nella nota con cui formalizza lo sciopero - a scendere in piazza assieme a lavoratrici e lavoratori dei Cup».
«La prima interfaccia del cittadino/utente con l’azienda sanitaria - spiega Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp Toscana - sono proprio le operatrici e gli operatori del Cup che da decenni operano nella precarietà lavorativa. Dipendenti di Reekep, Cooplat e Televita già nel 2012 hanno patito - ricostruisce il sindacalista - un drastico calo di ore ed il cambio del contratto di lavoro che li ha penalizzati sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista organizzativo. Il cambio di contratto di lavoro ha penalizzato lavoratrici e lavoratori i quali hanno subito una riduzione salariale che ovviamente ha creato un maggior profitto per le aziende. Tutto questo lo riteniamo inaccettabile. Attualmente l’appalto è scaduto e le coop gestiscono il servizio in proroga, situazione che aumenta ansia e preoccupazione negli operatori. Le cooperative che attualmente gestiscono le lavoratrici ed i lavoratori si sono dimostrate - prosegue il sindacalista - sorde alle richieste della Cisl Fp che riguardano un adeguato livello retributivo ed il riconoscimento delle ore lavoro prestate».
Enzo Mastorci spiega, infatti, che «per quanto riguarda il livello retributivo i dipendenti sono inquadrati nella terza qualifica funzionale del contratto nazionale delle pulizie che noi riteniamo assolutamente inadeguato al tipo di mansioni svolte e soprattutto alle responsabilità attribuite, cresciute nel tempo».
La Cisl spiega inoltre che chi è impiegato al Cup lavora oltre le ore per cui è contrattualizzato: «È bene chiarire che tutte le lavoratrici ed i lavoratori lavorano con contratti part-time ma per garantire il servizio svolgono molte ore di lavoro supplementare che seppur pagato con le maggiorazioni previste dal contratto nazionale, priva i lavoratori della parte contributiva legata alle mensilità aggiuntive, alle ferie, ad eventuali malattie e/o aspettative e naturalmente al trattamento di fine rapporto». Poi Mastorci annuncia: «Sia rispetto all’orario di lavoro contrattualizzato, sia rispetto ai livelli di inquadramento andremo dal giudice del lavoro e percorreremo ogni strada. Chiederemo ad Asl e Regione di individuare un percorso di internalizzazione del servizio che comporterebbe un risparmio per l’azienda e una stabilità occupazionale di lavoratrici e lavoratori». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
