Il Tirreno

la denuncia 

«Nave da crociera in porto, quei fumi sono maleodoranti»

«Nave da crociera in porto, quei fumi sono maleodoranti»

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carrara. A lanciare l’allarme è il chimico industriale Giuseppe Chiappuella,

«Anche ieri è rimasta ormeggiata per almeno 10 ore nel nostro porto una nuova, enorme nave da crociera. Come già avvenuto in precedenza, le ciminiere di questa imbarcazione hanno rilasciato nell’aria dei fumi estremamente maleodoranti ed insalubri - scrive - Questo perché una nave del genere deve tenere i motori accessi per funzionare e garantire i servizi di bordo. In questo modo, però, essendo le navi da crociera alimentate da un gasolio molto più sporco di quello utilizzato per le auto, vengono liberati fumi altamente tossici, contenenti ossidi di zolfo, ossidi di azoto, polveri sottili e C02». «Questi veleni, trasportati dalle brezze marine, compromettono la qualità dell’aria, l’ambiente e la salute dei cittadini, soprattutto quelli che abitano in prossimità del porto, che, come nel mio caso, sono costretti a tenere finestre di casa chiuse per tutto il tempo che la nave staziona nello scalo. Eppure, i sistemi per evitare di affumicare le abitazioni adiacenti al porto ci sarebbero. Quello più diffuso, chiamato in gergo “cold ironing”, consiste nell’elettrificazione delle banchine per alimentare le navi in sosta. Il primo porto ad adottare questo sistema è stato quello di Goteborg, in Svezia, nel lontano 1999, dove è imposto anche ai traghetti ad alle navi porta container. Per sfruttarlo, però, bisogna ammodernare le flotte».

«In Italia, in base ad una ricerca di Cittadini per l’Aria, soltanto 2 navi su 174 censite hanno già adottato dei sistemi per adeguarsi all’elettrificazione delle banchine. Si tratta di due traghetti della Grimaldi, che possono azzerare le emissioni in porto, grazie alle batterie installate a bordo e ridurle durante la navigazione grazie agli scrubber, filtri che lavano i fumi dagli ossidi di zolfo- continua Chiappuella - Qui a Carrara è impossibile continuare ad accogliere queste navi senza predisporre alcun accorgimento. I cittadini, infatti, hanno già dovuto pagare un tragico tributo al polo chimico in termini di salute e non meritano di essere esposti ad ulteriori emissioni inquinanti, rilasciate da navi che producono un vantaggio economico riservato ai soli addetti ai lavori». —

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