Il Tirreno

i controlli della finanza 

Li spacciano per consulenti ma lavorano da dipendenti

Li spacciano per consulenti ma lavorano da dipendenti

Azienda di prodotti tipici lunigianesi nei guai per la posizione di 7 lavoratori  Rischia di sborsare fino a 140.000 euro più le ritenute d’acconto non versate

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pontremoli. Dal contratto, loro avrebbero dovuto essere in azienda saltuariamente e non avrebbero dovuto incrementare l’organico nei giorni in cui il carico di lavoro risultava particolarmente elevato perché la loro mansione avrebbe dovuto essere un ’altra. Fare consulenza.

In realtà quei sette lavoratori - così risulta dagli accertamenti della finanza - salivano in macchina ogni mattina per raggiungere il posto di lavoro, come i dipendenti a tempo pieno. Indispensabili alla produzione.

Una irregolarità sotto il profilo contrattuale emersa a seguito di una serie di controlli eseguiti dagli uomini delle fiamme gialle. La tenenza della Guardia di Finanza di Aulla, infatti, recentemente ha effettuato alcuni servizi nel territorio lunigianese, volti proprio a verificare, da parte delle imprese, il rispetto della normativa in materia di lavoro.

I controlli non sono stati casuali. Ad “orientare” la guarda di finanza sono state, infatti, le risultanze di specifiche banche dati in uso all’amministrazione finanziaria con pregressi elementi rilevati direttamente attraverso servizi di osservazione. Insomma, le fiamme gialle sono partite da alcuni dati a loro disposizione per verificare se corrispondessero alla situazione contrattuale dei dipendenti e alla routine produttiva delle aziende. Dall’incrocio dei dati a disposizione, i militari hanno ritenuto di dover approfondire la realtà lavorativa di una specifica azienda di produzione di prodotti tipici lunigianesi con sede in Pontremoli.

In quell’azienda, tra i vari addetti, alcuni sono infatti risultati essere impiegati sulla base di un contratto di lavoro autonomo occasionale. E in quel contratto si spiegava che i lavoratori erano assunti per “attività di consulenza”. Insomma, i sette lavoratori avrebbero dovuto lavorare occasionalmente per fornire, appunto, consulenze all’azienda. «Tale forma di impiego, come confermato dall’esame della documentazione acquisita - spiegano i finanzieri - si è rivelata in realtà un metodo per eludere la normativa in materia di lavoro». Quei “consulenti”, infatti, non capitavano in azienda di tanto in tanto, ma dai riscontri della finanza, erano sul posto di lavoro tutti i giorni.

«Sono complessivamente sette le posizioni irregolari riscontrate, essendo stato accertato che - spiega la finanza - a fronte del dichiarato rapporto di lavoro occasionale, gli addetti sono stati stabilmente impiegati nell’azienda per lo svolgimento di mansioni rientranti nel ciclo produttivo dell’azienda». Insomma, quei lavoratori erano indispensabile per la produzione.

Per l’azienda di prodotti locali sono scattate le multe: «Nei confronti della società sono state contestate violazioni che prevedono, complessivamente, sanzioni da un minimo di 23.100 euro ad un massimo di 140.400 euro».

L’attività della Guardia di Finanza si è conclusa con la ulteriore constatazione dell'omesso versamento delle ritenute d'acconto per 1.569 euro nell’anno 2018 e 3.294 nel 2019. —

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