Il Tirreno

LA BATTAGLIA DEI LAVORATORI

Ex Pignone, per ora non si paga Il giudice sospende i precetti

Libero Red Dolce
Gli operai del Pignone dopo un incontro con l'azienda
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Gli operai del Pignone dopo un incontro con l'azienda

Accolta l’opposizione del legale degli operai, a novembre e dicembre le udienze

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MASSA-CARRARA. Il giudice del lavoro Augusto Lama ha sospeso l’esecuzione dei precetti inviati da Bhge Nuovo Pignone agli ex lavoratori che devono pagare le spese legali per i processi sul danno morale intentati per l’esposizione all’amianto durante gli anni di lavoro. Una decisione che arriva dopo l’opposizione presentata dall’avvocato dei lavoratori, Nicoletta Cervia, alle esecuzioni. E per adesso una tappa considerata una vittoria dal fronte degli ex operai, che rischiavano pignoramenti e prelievi sulle pensioni vista la loro decisione di andare avanti nella battaglia. Il giudice ritiene che «le motivazioni a base del ricorso non appaiano in prima valutazione sfornite di fondamento logico-giuridico». E la sospensione viene motivata anche perché «appare presumibile che l’esecuzione del titolo potrebbe arrecare grave danno patrimoniale al ricorrente stesso, appare prudente allo stato sospendere l’efficacia esecutiva dell’atto di precetto». Le udienze si svolgeranno tra novembre e dicembre di fronte ai giudici del lavoro di Massa. In quella sede si deciderà riguardo ai precetti. Per adesso per i lavoratori però è un risultato significativo quello di avere sospeso i precetti. Trascorsi i dieci giorni dalle notifiche, che erano arrivate circa un mese fa nelle cassette delle lettere degli ex operai, l’azienda avrebbe potuto a buon diritto procedere con le esecuzioni forzate: pignoramenti su mobili, pensioni, conti in banca. Una spada di Damocle che, seppur non scomparsa, ora pare almeno allontanare la sua minaccia per qualche tempo in attesa della decisione dei giudici. Dopo aver perso le cause non tutti gli ex operai furono condannati a pagare la stessa cifra: si andava dai 2500 euro di chi doveva meno ai 4500 circa come massimo, ma con i precetti le cifre aumentano. Chi aveva da pagare le cifre più alte ora sale a oltre 6000 euro. Eppure, nonostante questa cattiva novella, i lavoratori hanno deciso di resistere. D’altronde, al tentativo di una conciliazione da parte dell’azienda, che offriva di ridurre significativamente l’importo richiesto, proponendo di devolverlo in beneficenza a onlus impegnate nel territorio gli ex operai risposero picche. «Noi paghiamo e loro vogliono fare bella figura con i nostri soldi»», sintetizzò Giovanni Cervia, uno di loro, dopo l’incontro nella sede massese del Pignone. La difesa degli operai ritiene che la richiesta di avere i soldi sia priva di fondamento perché la norma che stabilisce che gli operai debbano pagare le spese legali in caso di sconfitta, l’articolo 92 del codice di procedura civile modificato dal governo Renzi, è stata dichiarata parzialmente incostituzionale con una sentenza della Cassazione del 2018.

LA BGHE

«Ad oggi, Bhge-Nuovo Pignone non ha ancora ricevuto nessuna notifica sul provvedimento di sospensione. Pertanto, non avendo avuto modo di consultare i documenti, la società non può rilasciare un commento in merito». —
 

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