La protesta
Barista, politico e sindacalista: l’addio ad Alfredo Bennati
Per anni impegnato nelle lotte operaie, fu candidato alla Camera dal Pci. Dal 2007 gestiva un bar con il nipote. La Cgil: per te tutto l’affetto e la stima.
MASSA. È una di quelle figure che fanno la storia di una città. Volto noto a Massa, protagonista della scena politica e sindacale. Uomo che sapeva parlare e capire, che sapeva stare con gli altri. Poliedrico: non solo esponente del Pci e della Cgil, non solo l’uomo delle lotte operaie, ma anche il volto sorridente che ti porgeva il caffè al bancone. Se n’è andato mercoledì 4 settembre Alfredo Bennati, classe 1945: lascia la moglie Liviana Dalle Lucche e gli amatissimi nipoti e pronipoti. Dopo il diploma alberghiero, Alfredo inizia prestissimo a lavorare come barista sia in centro che a Marina durante le mitiche stagioni della fine anni ’50. Ma la sua storia politica nasce in fabbrica, alla Dalmine alla fine degli anni ’60 come militante sindacale e del Pci. Il “battesimo” politico con la partecipazione alla manifestazione dei sindacati a difesa delle istituzioni democratiche contro i moti di Reggio Calabria guidati da Ciccio Franco.
Poi tante lotte con la Flm, Federazione lavoratori metalmeccanici in cui agli inizi degli anni ’70 si unirono la Fiom, la Fim e la Uilm e tante trattative ai tavoli locali e nazionali negli anni 80 a difesa dei lavoratori metalmeccanici. Punto di riferimento degli operai della Dalmine fino agli anni della crisi che ne determinò la chiusura, segretario della sezione del Pci di Ricortola,è stato più volte consigliere comunale e presidente di commissione fino agli anni ’90. Da dipendente del consorzio zona fu rappresentante sindacale. Negli anni ’80 il Pci lo candidò alla Camera dei deputati. Grande appassionato di calcio, seguì per molti anni la Massese. Essere tifoso della Juventus non gli impedì di essere uno dei fondatori del ViolaclubBianconero, iniziativa che ebbe un eco nazionale e fu il tentativo concreto di esaltare lo spirito sportivo, il rispetto e la nonviolenza mettendo insieme tifosi della Juve e della Fiorentina. Nel 2007, Alfredo torna alla passione per il bar, contitolare con il nipote Francesco del storico Bar “La Madonnina”.
Sconvolti per la perdita i tanti clienti e gli amici del sindacato: «Siamo profondamente addolorati - scrive Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil - per l’affetto e la stima che riponiamo in Alfredo, sia personale che per il suo trascorso politico e sindacale. Alfredo è stato per tutta la vita un sindacalista della Fiom, delegato storico della Dalmine e poi della funzione pubblica. Ti vogliamo salutare collettivamente - scrive Gozzani - perché fare il sindacalista non è un mestiere, ma una ragione di vita. Vogliamo salutarti e ricordarti insieme ai tanti lavoratori con i quali hai lottato ed insieme ai tuoi familiari e ai tanti compagni e amici che ti hanno voluto bene, perché questo è il nostro credo e la nostra forza. Grazie di cuore Alfredo per aver affermato con fierezza e con dignità i nostri valori, abbracciamo i tuoi cari e vi siamo vicini in questo triste momento». Il funerale di Alfredo Bennati si è svolto alle 16 di giovedì 5 settembre all’obitorio dell’ospedale vecchio, a Massa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
