Il Tirreno

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Procede veloce il restauro dell’antico ponte romano simbolo della comunità

Cristiano Borghini
Procede veloce il restauro dell’antico ponte romano simbolo della comunità

Il complesso intervento di recupero prevede anche il rifacimento della  pavimentazione a gobbe che ricalcherà le forme originali

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CASOLA. Procedono a passo spedito i lavori di restauro dell’antico ponte romano, situato nella frazione casolina di Codiponte, il cui stesso nome è un omaggio alla infrastruttura che ne delinea l’identità. Una genesi del nome di questa piccola ed affascinante località del Comune di Casola, è rintracciabile nella conferma della giurisdizione religiosa concessa da Papa Eugenio III al vescovo di Luni sulla “Plebs de Capite Pontis”, generando quindi un parallelismo con l’etimologia di Pontremoli, anch’essa creatasi per le medesime condizioni. Il ponte ha da sempre una funzione identitaria per la piccola frazione montana, passaggio indispensabile per arrivare al borgo superando le acque dell’Aulella.

Il recupero dell’antico ponte, che sarà profondo ma non invasivo, è stato salutato con favore dai cittadini, che considerano l’opera necessaria per tramandare alle nuove generazioni, un simbolo di appartenenza. I lavori, che sono stati eseguiti in sinergia con la Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, sono iniziati con il consolidamento della struttura, partendo con il consolidamento della spalla del ponte che aveva subìto delle lesioni a causa del terremoto del 2013, in particolare sono state ricucite le venature che partivano dal piede dell’arcata tramite una metodologia nuova, il reticulatus, che prevede l’inserimento di trefoli in acciaio tra le stuccature delle pietre e inserito un cavo d’acciaio ancorato alla struttura con l’aggiunta di barre filettate. In pratica si crea una rete metallica tra le pietre, sottile ma al tempo stesso resistente, che verrà nascosta con la nuova posa di pietre e successiva stuccatura che mimetizzi l’intervento effettuato, mantenendo l’armonia del ponte con l’architettura circostante. Un’altra lesione è stata sanata nell’arcata che insisteva sulla sponda danneggiata, cercando anche in questo caso di non alterare la sua natura. Un’altra fase, quella attualmente in corso, è rappresentata dall’alleggerimento della struttura, con una riduzione del peso del passaggio posto al di sopra di esso, con la rimozione del materiale depositato, asfalto e terra. In una fase iniziale si era previsto di eliminarlo solo per i primi trenta centimetri, di fatto però, al momento dello scavo si è scoperto che il ponte, nella sua antica passeggiata, non aveva un’unica gobba lineare, ma una serie seguendo le arcate. È stata richiesta una variante alla Soprintendenza proprio per ovviare a questa sorpresa, la quale ha accettato ponendo dei vincoli, per riuscire ad operare nel rispetto della struttura. Si creerà quindi una pavimentazione a gobbe, lontana dai progetti iniziali, che ricalcherà la forma originale del ponte. —

Cristiano Borghini

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