Gioco
«Il Cermec del futuro sarà un impianto per trattare soltanto i rifiuti organici»
A fine settembre l’incontro di Ato Costa sulla gestione rifiuti «Cattivi odori? Forse arrivano dal depuratore Lavello»
Un Cermec con un futuro sempre più compost, tanto da diventare a esclusivo trattamento di organico, almeno secondo quanto dovrebbe prevedere il prossimo piano industriale secondo i propositi di Alessio Ciacci, il nuovo amministratore unico di Cermec.
Trascorsi due mesi dal suo insediamento, l’ex assessore all’ambiente del Comune di Capannori, classe 1980, nominato Personaggio Ambiente Italiano dell’anno nel 2012, con un curriculum di tutto rispetto in materia ambientale (tra i numerosi incarichi ricordiamo che dal 2015 è consulente dell’Unione Europea e dell’Onu su progetti di sostenibilità ambientale legata al riuso e riciclo dei rifiuti urbani), cerca di non sbilanciarsi eccessivamente, ma la linea guida del futuro percorso della società pubblica partecipata dal comune di Carrara e dal comune di Massa per il trattamento e il riciclo dei rifiuti, può iniziare a tracciarla.
«Per prima cosa a fine settembre c’è l’appuntamento con l’Ato Costa, l'ambito territoriale ottimale Toscana Costa, per l’approvazione del piano industriale che programma la gestione dei rifiuti dei Comuni compresi nelle province di Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa, in particolare con cui si decidono le quantità e i siti di impianti, e con il quale proponiamo, per Cermec, la conversione dell’attività da trattamento misto all’esclusivo trattamento di organico-spiega Ciacci -dotandoci di un migliore impianto, con una migliore tecnologia in modo da escludere rischi di odore».
E di cattivi odori gli abitanti di Avenza e di una parte di Marina ne sanno qualcosa, visto che il recente fenomeno dei cattivi odori che tormenta spesso quelle aree, soprattutto con la bassa pressione, è tornato a farsi sentire scatenando proteste e polemiche sui social.
«Non ho mai sentito odori cattivi nei giorni in cui sono stato qua-riferisce Ciacci-non escludo che l’odore comunque possa provenire dal vicino depuratore- ipotizza - ma comunque si tratta di un impianto pubblico e chiunque volesse può visitarlo per controllare i procedimenti e io mi offro di accompagnarlo personalmente durante la visita».
Prosegue Ciacci precisando che la conversione non potrà comunque avvenire dall’oggi al domani ma nell’arco di qualche anno, nell’ordine di 2 o 3: «Oggi principalmente arriva indifferenziata e in piccole quantità: organico, verde, legno, plastica. I futuri investimenti quindi dovranno andare verso la raccolta differenziata», illustra.
Un’operazione, quella della raccolta indifferenziata, in effetti ancora inattuata in diverse zone di Carrara e Massa, quindi, sempre in argomento di investimenti, chiediamo a quanto ammonterebbe un impianto nuovo: «Sui 15 milioni di euro-valuta Ciacci- ma è prematuro parlare di come trovare le risorse perché dobbiamo prima aspettare l’approvazione del piano dell’Ato Costa, dopo quell’approvazione faremo un nostro piano industriale relativo al Cermec con previsione di spazi, logistica e risparmi economici che dovrà discutere l’assemblea dei soci dei 2 Comuni: comunque non dovrebbe essere un problema reperire i fondi dato che a livello nazionale sono favorevoli a concedere finanziamenti su questo tema, anche se di solito si ricorre a mutuo».
Alessio Ciacci ha fatto riferimento comunque ad alcuni aspetti importanti e ancora da definirsi: «Stiamo aspettando alcune autorizzazioni dalla Regione per concludere le operazioni di bonifica-ha fatto presente- e inoltre, per saper con certezza quanti flussi potremo gestire il prossimo anno, dobbiamo aspettare il piano di Ato Toscana e la risposta di Firenze, dato che al momento il nostro flusso è determinato dall’apporto del capoluogo toscano oltreché di Carrara e di Massa». —
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