Il Tirreno

«Cari presidenti, è tempo d’intervenire per escludere i violenti»

Luca Santoni
«Cari presidenti, è tempo d’intervenire per escludere i violenti»

la lettera del presidente di lega pro ghirelli 

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carrara. Francesco Ghirelli a gamba tesa contro la violenza. Gli incidenti di domenica in occasione di Carrarese-Alessandria non sono passati inosservati e ieri il presidente della Lega Pro ha scritto comunicato. Nella lettera, Ghirelli ha rivolto un forte invito ai due presidenti di Carrarese e Alessandria, perché si mobilitino. «Caro presidente – scrive Ghirelli - domenica è stata scritta una pagina di violenza inaccettabile. Sarò breve perché sono consapevole che condividiamo la stessa visione. Oggi abbiamo l’occasione di dimostrare che la Lega Pro e i suoi presidenti non solo condannano fermamente gli atti che infangano il nostro calcio, ma agiscono per cambiare un sistema che non deve e non può continuare. Pertanto vi chiedo di utilizzare gli strumenti in vostro possesso, per escludere dai vostri stadi quei criminali che, offendendo i vostri amati colori, si sono resi protagonisti delle violenze e delle aggressioni avvenute domenica pomeriggio. “L’istituto del Gradimento” non deve rimanere un’utopia, avete il dovere di applicarlo vietando il vostro stadio a coloro i quali si sono macchiati di tali violenze. È giunto il tempo di iniziare a rinnovare il nostro calcio con le azioni e non più con le parole. Vi prego di tenermi informato sui provvedimenti che prenderete».

Ghirelli ha scritto anche al Questore di Massa Carrara dottor Giuseppe Ferrari: «Egregio dottor Giuseppe Ferrari, scrivo per esprimerLe la mia indignazione verso gli ingiustificabili fatti di violenza che sono accaduti domenica pomeriggio fuori dallo stadio prima della partita di calcio Carrarese-Alessandria. Condanno con fermezza e convinzione assoluta, come sempre ho fatto e sempre farò, tali avvenimenti che offendono profondamente non solo il calcio ma lo sport tutto. Tuttavia il mio primo pensiero va ai ragazzi che sono stati barbaramente aggrediti nell’espletamento delle proprie funzioni a cui posso solamente augurare una pronta guarigione. Caro dott. Ferrari, questo non è il calcio che vogliamo, questa non è la nostra Serie C». —

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