Sicurezza
«Agevolazioni alla Casa Ascoli: questa è roba da Corte dei Conti»
Conti in rosso, parla l’assessore al bilancio Pierlio Baratta. Dieci gli anziani parenti di dipendenti fruitori del beneficio
MASSA. Sconti arbitrari per gli utenti della Casa Ascoli, parenti dei membri del cda e degli stessi dipendenti della Rsa. Un sistema assodato da anni. È questo l'ultima scoperta in materia di bilanci pubblici, da quando al governo della città c'è una nuova amministrazione: «Non sono un esperto di diritto amministrativo- commenta l’assessore al Bilancio del Comune di Massa Pierlio Baratta- ma so che una situazione discriminatoria è per definizione illegittima. Non escludo che potrebbe essere materia da Corte dei Conti».
Lui, l’assessore Baratta, i conti li sta facendo da quando si è insediato a palazzo comunale e non soltanto per Casa Ascoli, Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, ma per tutte le partecipate del Comune. «La situazione di Casa Ascoli ci è subito saltata agli occhi - dice - una situazione debitoria crescente ogni anno, molti creditori, anche se alcuni crediti erano e sono soggetti a contestazioni, come quelli della Asl, e questo ottimo, seppur strano, rapporto con le cooperative, da cui il direttore otteneva credito di forniture, arrivato nell’ultimo anno a 2,5 milioni di euro. Certo- conclude l’assessore- tecnicamente non si può parlare di "mala gestio" finché i creditori non intraprendono azioni legali per recuperare il dovuto».
E sulla questione delle rette “alleggerite” per i parenti dei membri del cda e dei dipendenti? «In questo caso si apre anche una questione etica- risponde Baratta - mi ha molto colpito quel provvedimento ad hoc, più della situazione debitoria milionaria che comunque ad oggi mi preoccupa, anche perché nel piano di riequilibrio che mi è stato presentato, la risolutrice di molti problemi doveva essere la convenzione con il centro Pelù, ma non sta dando i risultati sperati». Il giorno dopo la scoperta pubblica dei debiti della Casa Ascoli, 4,6 milioni di euro, la maggior parte dovuti alle cooperative che lavorano per lei (2,5 milioni di euro) e un bilancio 2018 che si è chiuso con una perdita d’esercizio pari a 674,600 euro, la nuova dirigenza ha iniziato a raccogliere dati e documentazione per relazionare il prossimo 12 settembre in commissione Bilancio. In quell’occasione verrà chiesto ai nuovi dirigenti quante persone negli anni hanno usufruito dello “sconto parenti”, per capire l’entità di una somma di fatto sottratta alle casse pubbliche della Rsa. «Non ho questo dato al momento- dichiara il presidente di Casa Ascoli Stefano Borzoni- Posso dire che quando ci siano insediati e abbiamo trovato l’agevolazione di circa il 40% per i parenti dei dipendenti e dei membri del cda, l’abbiamo subito levata a poco meno di una decina di anziani».
Il fatto, scoperto dalla nuova amministrazione comunale, se appurato nelle sedi opportune, potrebbe risultare di una gravità inaudita, soprattutto per una struttura che utilizza fondi pubblici, per occuparsi di anziani. Qualcuno potrebbe aver tratto negli anni un vantaggio personale da questi sconti per parenti: sconti arbitrari (la retta per i "parenti di"era di 64 euro, invece che 80 e nel 2018 invece che 106) e non giustificati da nessuna condizioni economica o sanitaria, come se il cda avesse stabilito rette più basse per chi aveva gli occhi azzurri, o i capelli biondi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
