Il Tirreno

LA SALUTE

Come ti salvo un bambino: l’emergenza spiegata ai balneari

Daniela Marzano
Un momento del corso ai balneari
◗
Un momento del corso ai balneari

Massa, tanta gente al ciclo di incontri su prevenzione e soccorso in età pediatrica

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Si è concluso al parco della ex Comasca ai Ronchi, il ciclo degli incontri sulla “Prevenzione ed emergenza in età Pediatrica”, condotti per tutta l’estate nei bagni consorziati all’associazione balneari Compagnia del Mare, dal dottor Marco Cerminara della Academy Salvamento - Salvamento Toscana con la collaborazione della EmmeEmergency – ramo Gruppo Emmerent. Ogni incontro ha riguardato le sei sfere di emergenza più critiche in questa età, dalla sicurezza a nanna o a tavola, a quella in strada e soprattutto in acqua, visti i troppi incidenti anche mortali alla ribalta della cronaca quest'estate.

Cerminara ha illustrato, con il supporto di slide, di manichini e di apposite attrezzature, le manovre più idonee per un pronto intervento, coinvolgendo anche i presenti alle esercitazioni. L’appuntamento conclusivo alla Comasca era rivolto espressamente ad operatori scolastici, o comunque persone che hanno a che fare con il mondo della scuola. Moltissime sono le persone che hanno richiesto, al termine degli incontri, una formazione certificata.

Marco Pedroni della EmmeEmergency, formatore Blsd (Basic Life Support Defibrillation) e specializzato in formazione extra-ospedaliera di emergenza, è stato parte attiva di questo ciclo di incontri. «Siamo veramente soddisfatti della grande partecipazione perché oggi, come non mai, c’è bisogno di una formazione capillare e seria. Partiremo presto con un progetto di seminari gratuiti nelle scuole per sensibilizzare tutti gli operatori sull’emergenza, ed in particolare vorremmo portare avanti su tutto il territorio una grande informazione e sensibilizzazione sui defibrillatori, fortunatamente sempre più presenti, ma che vengono considerati ancora con troppa leggerezza. L’arresto cardiaco improvviso è una patologia che può colpire chiunque, adulti, giovani e bambini (anche se quest’ultimi con minor frequenza) generando delle aritmie cardiache rapidissime che necessitano di un intervento immediato. La catena della sopravvivenza se rispettata nelle sue azioni, sicuramente porta ad aumentare le probabilità di ripresa di circa il 75%. Ogni minuto che passa, la stessa, si riduce di circa il 10%. E’ necessario avere a disposizione uno strumento che garantisca successo perché la fibrillazione è una emergenza tempo-dipendente e con arresto cardiaco non arriva ossigeno al cervello con danni irreparabili. Va inoltre considerato che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo con la defibrillazione. Già nel 2015 sono state pubblicate delle Linee Guida Europee ERC che stabiliscono che le scariche (una ad intervallo di 2 minuti) devono essere fatte con una energia iniziale di 150 joule, passare a 200 e poi 360 joule, perché quest’ultima è la potenzia più idonea per il recupero. Purtroppo ci sono defibrillatori low-energy che non arrivano ai 360 joule e il paziente si perde, mentre ne esistono altri che passano alle varie potenze in modo graduale fino a 360 joule. Questo messaggio dovrebbe passare principalmente laddove si compie attività motoria ed è una consapevolezza da acquisire il prima possibile, perché il defibrillatore non è uno strumento obbligato per legge, ma è uno strumento salvavita, la cosa più preziosa che abbiamo».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore