Il Tirreno

la commemorazione/2 - Parla il superstite 

«Il mio amico gettato nella casa in fiamme»

F.V.

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CARRARA. L’unico superstite della strage di Castelpoggio ha 85 anni, un fisico asciutto e scattante e si chiama Corrado Giromini. Era solo un bambino quando schivò per un pelo i proiettili dei tedeschi arrivati al paese per la strage: «Prima di uscire dal paese-ha raccontato in piazza per la commemorazione– trovai appoggiato al muro di casa sua Ottaviano Posterli ancora vivo: sono andato a scuoterlo, ma non mi rispose, respirava a fatica. Ottaviano, fu poi trovato dentro la casa data alle fiamme. Finita la guerra poi alcuni partigiani raccontarono che, catturati, alcuni fascisti che li tenevano prigionieri si vantarono di avere gettato nel fuoco un tizio a Castelpoggio ancora vivo. Era Ottaviano! Perché con i tedeschi quel giorno c’erano anche gli italiani! -ha esclamato, ammonendo poi-non dobbiamo abbassare la guardia, mai!»

Anche il sindaco De Pasquale è intervenuto alla commemorazione a Castelpoggio, ricordando l’incontro di domenica scorsa a Fivizzano tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Republica federale Frank-Walter Steinmeier: «È stato importante ed emozionante vedere insieme i 2 presidenti delle 2 Repubbliche direttamente coinvolte nel massacro: rappresenta un passo avanti sulla strada della pace e dà anche a questo giorno un significato profondo». —F.V.



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