Gioco
Sporcizia davanti al liceo Il Rossi: puliamo eccome ma non compete a noi
massa. Il presidente di Italia nostra Bruno Giampaoli accusa il liceo classico Rossi di «far affogare nella spazzatura le piante di agrumi, regalate dall’associazione, nell’aiuola di Via dei Mille».
A lui, a nome del liceo, risponde la professoressa Rena Gianni: «Sembrano esagerate - scrive l’insegnante riferendosi alle parole di Giampaoli - in quanto indirizzate ad un destinatario errato. La competenza relativa alla pulizia del piccolo giardino di via dei Mille, è degli enti locali, amministrazione comunale e amministrazione provinciale, quest’ultima in quanto proprietaria dell’edificio. In più occasioni, la scuola ha chiesto agli organi competenti di provvedere alla manutenzione e alla pulizia dell’area, suggerendo di recintare l’aiuola e di mettere un cancello davanti all’istituto, che nel tempo è diventato “gabinetto pubblico, ricettacolo di spazzatura, cartoni e stracci, bottiglie rotte e vomito e siringhe sporche“, lasciati non solo in via dei Mille, ma anche davanti e sulle scale di via Democrazia, in particolare nelle notti di fine settimana. I collaboratori scolastici - prosegue la Gianni - ogni giorno puliscono davanti e dietro l’istituto, per mantenere il decoro e in alcuni casi anche la sicurezza nei luoghi in cui passano allievi, personale scolastico, famiglie e non solo, visto che la scuola spesso ospita convegni, incontri e manifestazioni. Inoltre, proprio perché il liceo Rossi si presenta come centro di cultura e anche luogo in cui si pratica l’ educazione civica e la cultura del rispetto dell’ambiente e dove si realizza la cittadinanza attiva, occorre ricordare che negli ultimi anni, allievi e personale si sono prestati per pulire l’esterno della scuola, dove purtroppo venivano anche affissi manifesti senza autorizzazione, e per dipingere le aule. L’istituto, a proprie spese, ha provveduto a far dipingere l’ esterno dell’edificio. Si continuerà - chiede la professoressa - a chiedere agli organi competenti di adempiere ai loro obblighi, o recintando i luoghi o trovando un modo, magari attraverso i progetti ambientali che la scuola attiva da anni anni, insieme alle associazioni, compresa Italia Nostra, per risolvere il problema». —
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