Il Tirreno

Il 50% in più per gli alberghi E per i piccoli l’opzione casa

Chiara Sillicani
Il 50% in più per gli alberghi E per i piccoli l’opzione casa

Per hotel con meno di 15 camere consentito il cambio di destinazione a residenziale E per le colonie il Comune stenderà un piano per uniformare gli interventi

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massa. Si chiama piano attuativo ed è uno strumento urbanistico con cui, nel pieno rispetto delle prescrizioni del regolamento, si disciplina un preciso ambito. Può essere steso anche da privati o categorie, ma deve necessariamente passare dal consiglio comunale per essere approvato e adottato. Bene, adesso che il regolamento urbanistico c’è verranno stesi piani attuativi per il litorale e pure per i campeggi. Il piano attuativo invece - e questa è una delle novità introdotte dal regolamento - non è necessario per gli alberghi.

Sì perché al regolamento è legata anche la sorte delle attività turistico-ricettive e il fatto che non serva il piano attuativo, significa consentire interventi rapidi su quelle strutture. I titolari di immobili a destinazione alberghiera - quella destinazione d’uso è requisito indispensabile - possono richiedere, infatti, un ampliamento del 50%. Se chi ha un hotel piccolo, può contare su un aumento di volumetrie, può altresì decidere di convertire la struttura ricettiva in una casa: la richiesta di cambio di destinazione, da alberghiero a residenziale, è però consentito soltanto per hotel con meno di 30 posti letto e 15 camere. Novità per gli alberghi e non solo perché da queste parti quando parli di turismo, il pensiero va alle colonie. Per loro le regole sono un po’ diverse. Innanzitutto per mettere mano a quei gioielli architettonici i piani attuativi servono eccome, ma non è finita qui. Siccome è consentita la possibilità di intervento sulle colonie - e viste le loro condizioni non potrebbe essere diversamente - il regolamento prevede la perequazione. Tu, proprietario della ex colonia, ristrutturi e puoi ottenere fino ad un 25% massimo di quota residenziale, ma in cambio contribuisci al miglioramento della fascia litoranea con la creazione di piste ciclabili, aree verdi, camminamenti fronte mare.

Chi decide di recuperare gli edifici deve quindi realizzare una serie di interventi destinati alla fruibilità collettiva e per evitare che quegli interventi siano differenti l’uno dall’altro con un conseguente “effetto Arlecchino”, l’amministrazione comunale - come spiegano i tecnici del settore urbanistico - dovrà stendere un progetto. Una sorta di cornice all’interno della quale i privati, che recuperano le colonie e fanno interventi d riqualificazione, devono muoversi. Sarà quella cornice, quindi, a definire la tipologia dell’arredo urbano perché sia omogeneo, l’ampiezza della passeggiata a mare, le essenze nelle aree verdi. In modo da garantire l’uniformità .

Se per gli alberghi, quindi, appena il regolamento entrerà in vigore (ormai tra poche settimane) scatterà il via libera agli interventi, per le colonie l’apertura dei cantieri - con la speranza che ne vengano aperti - sarà un po’ più complessa. — Chiara Sillicani

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