La manifestazione
Camping, meno posti letto ma più servizi e punti ristoro
Negli stabilimenti balneari anche nel rispetto del piano paesaggistico della Regione toscana non si costruisce, né si alza
massa. Se per gli alberghi (vedi articolo sopra) non servono, per realizzare interventi negli stabilimenti balneari e nei campeggi, i piani attuativi sono invece indispensabili. Progetti per “disciplinare “ un’area che possono essere stesi dagli stessi operatori e da tecnici di loro fiducia e che dovranno passare in consiglio per essere approvati e adottati.
i bagni
Tutto il litorale, dove insistono gli stabilimenti, sarà oggetto di un piano attuativo e quel piano dovrà tener conto non soltanto delle prescrizione del regolamento, ma anche dei vincoli introdotti dal piano paesaggistico regionale. Quel piano in particolare tutela la visuale mare monti, quindi impedisce - per andare al succo - la nuova edificazione e la sopraelevazione. Anche sulla collocazione delle cabine le norme sono stringenti e vietano la disposizione parallela al mare che ostacola, appunto, lo sguardo. Il piano attuativo - spiegano il dirigente Ticciati e il responsabile pianificazione Tonarelli - preserverà le condizioni esistenti, prevedendo invece che si adegui alle nuove norme chi chiede di poter fare interventi. Insomma - per chiarire - se nel tuo stabilimento non vuoi realizzare lavori, tutto potrà rimanere com’è anche se magari la casina ostacola lo sguardo, se invece scegli di metter mano al bagno e fare i lavori, allora dovrai attenerti alla prescrizioni, piano paesaggistico regionale in primis.
i campeggi
L’area de campeggi è stata divisa in otto settori. E ciascuno di quei settori comprende più strutture. Ogni settore potrà presentare il proprio piano attuativo. Vale a dire che più operatori possono unire la forze e presentare un progetto unico nel segno del recupero e dell’uniformità delle opere.
Nei campeggi il regolamento urbanistico gli interventi sulle strutture li prevede eccome. E tutti nella stessa direzione: diminuire il numero complessivo dei posti letto - sintetizzano i tecnici comunali - a vantaggio della qualità. Questo significa - per esemplificare - che non potranno essere aggiunte piazzole o costruiti nuovi bungalow, ma potranno essere realizzati ristoranti, punti ristoro, aree svago all’interno dei camping contribuendo a farne strutture all’avanguardia rispetto alle richieste del mercato turistico: «Negli anni - spiegano a palazzo civico - diversi campeggiatori hanno chiesto di poter costruire ristoranti o punti ristoro. Adesso possono farlo».
Un’occasione importante, quindi, per il rilancio di un’area. Ma il primo step sono i piani attuativi cui gli operatori - balneari e titolari di campeggi - potranno lavorare dal momento in cui (ormai siamo al conto alla rovescia) il regolamento sarà efficace. — C.S.
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