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Sordi (LeU): «Serve manutenzione sul Magra»
La situazione di maggiore criticità riguarderebbe la posizione mediale, quella in corrispondenza del Comune di Villafranca
VILLAFRANCA. Paolo Sordi, membro del direttivo provinciale di Liberi e Uguali, lancia un appello sulla preservazione dei fiumi, lanciando questo suo grido d’allarme a tutte le istituzioni per aprire un percorso manutentivo che consenta di mitigare gli effetti di un meteo sempre più instabile, contrastando al tempo stesso lo spopolamento delle aree urbane ed extraurbane della Lunigiana.
«Vorrei che fosse posta maggiore attenzione alle attuali condizioni in cui versano il Magra e i suoi affluenti - esordisce Sordi - l’attenzione andrebbe posta su tutto il suo corso, dalla chiesa dell’Annunziata a Pontremoli sino a Caprigliola, ma una lente di ingrandimento particolare la porrei sulla sezione mediale, quella in corrispondenza del Comune di Villafranca. Occorre lavorare con tempismo per garantire la sicurezza. L’ultimo studio sul nostro fiume risale agli anni Novanta ed è stato eseguito dal geologo Paolo Sansoni. In questo studio già si parlava di come l’insediamento dell’autostrada avesse una forte incidenza sul corso fluviale, andando a modificarne l’essenza».
Osservate speciali per Paolo Sordi sarebbero due zone: «Andranno eseguite necessariamente due verifiche: la prima nella zona sottostante il Castello del Malnido, mentre l’altra riguarda l’alveo che scorre vicino alla frazione di Fornoli. In entrambe le situazioni ci troviamo di fronte a cumuli di materiale litico che potrebbero diventare un’ostruzione pericolosa in caso di piena. Dobbiamo infatti considerare che negli ultimi anni le perturbazioni atmosferiche hanno assunto un carattere più intenso, destabilizzando gli equilibri naturali».
Paolo Sordi prova a lanciare una soluzione: «Bisogna riprendere le attività di frantumazione della ghiaia da tempo sospese. È un punto che emerge anche dallo studio del geologo Sansoni e che consentirebbe di ridurre il volume delle pietre in alveo, consentendo un abbassamento dei fondali, garantendo un maggiore scorrimento delle acque anche in stato di piena».
A queste verifiche Sordi ne aggiunge un’altra: «Occorrerebbe inoltre un monitoraggio della zona situata tra l’Annunziata, alle porte del Pontremolese, e l’affluenza del Caprio con il Magra. Bisogna rivedere l’intero sistema, dobbiamo considerare anche come lo spopolamento agisce sulla manutenzione dei nostri boschi, altro elemento di cui si compone il dissesto idrogeologico. Su questo fronte noto un certo ritardo nel percorso di manutenzione. Agire preventivamente diventa estremamente necessario».
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