Il Tirreno

il disguido 

Arrivano i solleciti per la Tari Ma in tanti avevano già pagato

Camilla Palagi
Arrivano i solleciti per la Tari Ma in tanti avevano già pagato

In centinaia in fila alla sede di Master, ma vengono ricevuti in 50 al giorno Recapitati dai 300 ai 500 solleciti. Panesi: «Ereditata situazione difficile»

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C'è sempre un po’ di amarezza nel capire di far parte di una minoranza. Soprattutto se quella minoranza è richiamata all'ordine dalle istituzioni, accusata di un mancato pagamento. In questi giorni sono stati recapitati ai cittadini massesi dai 300 ai 500 solleciti di pagamento relativi alla Tari, la tassa che viene richiesta ai contribuenti per la gestione dei rifiuti. Cinquecento cittadini sono una minoranza se si pensa che ogni anno, Master, prevede l’entrata di circa 100 mila versamenti Tari. E che i reclami riguardano gli ultimi tre anni.

Ma è varcando l’ingresso dell’edificio di via Simon Musico che la percezione di quella minoranza cambia: la sala è affollata, non ci sono posti a sedere e l’umore delle persone è dei più neri. Sapere di essere una minoranza non è una consolazione. «Sono qua, come penso tutti, per chiarire la mia situazione relativa alla Tari 2018. – spiega l’avvocato Marco Piazza - Per quanto mi riguarda ci deve essere stato un disguido da parte di Master, che però non ha esitato ad inviare un sollecito di pagamento con tanto di minacce di recupero crediti»

L’umore, in sala, peggiora quando quella parte di città viene a conoscenza del fatto che verranno prese in carico solo 50 persone. La minoranza continua a restringersi. Evitare la procedura di recupero sembra solo una questione di fortuna. «Questa mattina sono riuscito a terminare l’iter per spiegare a Master che avevo pagato la Tari – racconta Angelino Pecorini - è la terza volta che mi presento qua. Alla prima l’ente non riusciva a vedere la documentazione relativa al mio pagamento. Alla seconda c’erano troppe persone e sono risultato il 51esimo in fila. Alla terza, cioè oggi, ho finito il tutto. La fila – continua l’uomo - questa mattina, si è formata fuori dalla porta d’ingresso. Stava per piovere e, nonostante risultasse aperta, i funzionari di Master non volevano farci entrare. A un certo punto ho preso l’iniziativa. Ma lo scriva: è umiliante che le istituzioni si comportino così».

«Per dieci anni non sono state aggiornate le banche dati - replica l’amministratore di Master, Corrado Panesi – lei ha mai messo a posto 10 anni di documenti?». Dall'ente per la riscossione tributi spiegano così le lunghe file: «Abbiamo ereditato un situazione difficile perché le amministrazioni precedenti non hanno mai mandato comunicazioni laddove necessario. La società di software che ha preso in carico la questione sta verificando come mai non funzionano alcuni programmi, ha iniziato sei mesi fa e ha bisogno di altri cinque mesi per sistemare la situazione».

Ad aggiungere dettagli sul perché si sia verificato un apparente “blackout” del sistema, è Sergio Bordigoni, da poco uscito dal consiglio comunale ma attivo come "consulente informatico che collabora con Master": «Ci sono due categorie di errori legate ai circa cinquecento solleciti che abbiamo inviato – dice Bordigoni - Errori fatti da banche o poste, legati a errori di digitazione, che riguardano la casistica maggiore. Mentre da imputare a Master sono gli errori legati ad abbinamenti sbagliati: variazioni catastali non comunicate, variazioni di utilizzo. Si tratta di poche centinaia di casi. Un uno percento di popolazione. Voglio tranquillizzare i contribuenti che temono la scadenza del 31 agosto per pagare i solleciti per la Tari. E' una scadenza teorica, non perentoria. Arriverà un nuovo comunicato a riguardo e ricordo che è possibile mandare una mail o una lettera protocollata nel caso di avvenuto pagamento. Tutto ciò interrompe l'iter».



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