Il Tirreno

l’incidente ieri mattina

Cade grosso ramo all’Oasi Wwf ai Ronchi Tragedia sfiorata, ferito un passante

Libero Red Dolce

L’uomo era in bicicletta insieme con la moglie, la recinzione ha frenato l’impatto. Il Comune era intervenuto su alcuni alberi

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Una settimana fa all’Oasi del Wwf dei Ronchi il Comune ha mandato i tecnici a potare i rami pericolosi, ieri mattina un grosso ramo sul fronte strada si è staccato colpendo un ciclista di 75 anni che stava passando in strada sotto un albero. L’uomo è finito in ospedale, con alcune ferite per fortuna non gravi. E le cose non hanno avuto un esito ben più serio perché la recinzione ha frenato la caduta dell’arbusto.L’uomo, Marco Buratti, stava passando con la bicicletta insieme alla moglie sulla strada che costeggia l’oasi da anni gestita dal Wwf. Il 30 luglio scorso un episodio simile, alcuni rami caduti all’interno del parco vicino a una famiglia che lo stava visitando, avevano portato a una chiusura precauzionale da parte del responsabile Gianluca Giannelli. In attesa degli interventi di manutenzione del verde e dell’apertura di una trattativa per una convenzione con più fondi per poter gestire l’area. Ma nell’attesa di tutto questo, impietoso si è avverato il primo assioma della fatalista legge di Murphy: «Se qualcosa può andar male, lo farà».

C’è da dire che l’uomo coinvolto nell’incidente in qualche modo si può considerare fortunato. Il ramo si è spezzato di netto a tre metri di altezza, preannunciando la sua rovinosa caduta con un rumore come di fuochi d’artificio. E se non ci fosse stata la recinzione, dove la parte legnosa è rimasta incagliata mentre le fronde scendevano addosso allo sfortunato passante, l’incidente sarebbe stato più grave.

I tecnici del Comune avevano fatto un sopralluogo nei giorni immediatamente successivi all’incidente di luglio. E in effetti, dopo quella data, fu programmato un intervento per la manutenzione dell’oasi che è stato eseguito la scorsa settimana tramite la ditta Tecno Eco Ambiente.

Lavori che sono durati diversi giorni, ma che si sono concentrati soltanto nella parte interna del parco, come racconta Giannelli. «Come Wwf ho indicato loro alcuni percorsi e criticità che c’erano tra i sentieri e altre zone del parco». Un lavoro non da poco considerato che la superficie dell’Oasi è di un ettaro e mezzo. «Ma non c’è stato alcuni intervento sulle piante sul fronte strada. È l’esito anche di 25 anni d’incuria e abbandono dell’Oasi Wwf, da parte di ogni amministrazione».

L’assessore Marco Guidi, con delega alle gestione dei parchi pubblici, spiega che «l’intervento ha riguardato i camminamenti, le parti secche e le situazioni d pericolo imminente. Erano state fatte verifiche sull’alberatura ma quello crollato era un pino sano». Secondo Giannelli invece «si tratta di un albero che aveva bisogno di manutenzione, dal momento che era presente molta ramaglia secca».

Dopo l’incidente Guidi spiega che il Comune è intervenuto per rimuovere alcuni alberi che potenzialmente potevano creare del pericolo. Noi, per la gestione dell’Oasi, abbiamo proposto al Wwf una convenzione di 7.500 euro, la più alta tra quelle che riguardano i parchi. Per l’anno prossimo pensiamo di aumentare ulteriormente le risorse». —



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