Il Tirreno

la testimonianza 

«Felice, ma i presidenti li avrei voluti nella mia Vinca»

C.S.
«Felice, ma i presidenti li avrei voluti nella mia Vinca»

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fivizzano. Rimbombano le urla, le grida di dolore, i colpi sparati: arrivano fino lassù alle pendici del Pizzo d’Uccello. Andrea Quarteri li sente. Li sente lui e li sentono i tre amici che con lui sono al pascolo. Scendono al paese per capire e quello che vedono non lo scorderanno mai più. Sparano i tedeschi, anche ad Andrea, solo 13 anni, anche ai suoi amici. Ma loro riescono a scappare, a nascondersi per giorni; tornano il 27 agosto e a Vinca c’è solo l’odore della morte. Eppure lì dove ha visto la ferocia dell’uomo, Andrea Quartieri ha scelto di vivere. E ricominciare. Lì si è sposato con Maria, lì ha cresciuto i figli. Vinca non l’ha mai lasciata. Con un impegno: fare di un ricordo memoria condivisa. Racconta Andrea e sua figlia Neda ascolta.

Ieri Andrea è a Fivizzano e incontra in forma privata, come tutti i superstiti, il presidente della Repubblica Mattarella. Sua figlia Neda lo accompagna, ha indosso una maglia con una grande scritta rossa: “Io sono Vinca”. E lei lo è davvero. Figlia di due che a Vinca ci sono nati, a Vinca sono sopravvissuti, a Vinca si sono scelti e amati: «Anche mia madre era sopravvissuta alla strage. Aveva cinque anni e per giorni è rimasta nascosta in una grotta». Gente che la strage ce l’ha impressa nella pelle: «Avrei dovuto parlare il giorno della commemorazione in paese (sabato scorso ndr), avrei dovuto leggere in un grande prato che noi chiamiamo il Mandrion. Lì sono state uccise 25 donne e 4 bambini. Non ce l’ho fatta». Neda è felice dell’abbraccio dei due presidenti a Fivizzano e alle 401 vittime della furia nazifascista in quella terra, ma le sarebbe piaciuto che la cerimonia si svolgesse a Vinca: «So che è complicato, so che per problemi di accesso al paese e di sicurezza, là una cerimonia così sarebbe impossibile. Ma i due presidenti li avrei voluti al paese». Dove i reparti combattenti delle SS bruciarono, distrussero, «torturarono, violentarono. Strapparono un feto dal ventre della madre». Uccisero. — C.S.

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