La protesta
«Sarà una cerimonia sobria, a Mattarella parlerò di sanità»
Il sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti, racconta l’attesa per l’evento di domani «Coglierò l’occasione per illustrare la crisi dei presidi ospedalieri della Lunigiana»
FIVIZZANO. La gioia per un evento unico unita alla volontà di non ridurlo a una passerella sterile. Un paese blindato, ma sobrio. Dal Quirinale l’ordine è arrivato chiaro: un palco - dove si stringeranno la mano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank Walter Steinmeier, insieme per commemorare le vittime degli eccidi nazifascisti di 75 anni fa - e poco altro. Una cerimonia “soft”. Ma dal grande significato. E un’occasione d’oro per Gianluigi Giannetti, sindaco di Fivizzano, che domani tenterà di sottoporre a Mattarella quello che lui ritiene essere il problema maggiore della Lunigiana.
«La nostra area ha due presidi ospedalieri - dice Giannetti - che puntualmente, in seguito a manovre di riduzione del personale dettate “dall’alto”, vengono depotenziati. Serve più attenzione nei confronti del nostro tessuto sanitario. Spero di avere l’occasione di farlo presente al presidente Mattarella».
Arbitro di un Paese alle prese con un momento politico a dir poco delicato. Riflessivo e saggio. Cosa rappresenta, oggi, per lei, Sergio Mattarella?
«Credo che sia la persona giusta per riportare la situazione alla normalità e dare finalmente un governo stabile al Paese. Ne abbiamo tutti bisogno».
Ventidue anni dopo il Capo di Stato torna a Fivizzano. L’ultima volta fu Oscar Luigi Scalfaro a mettere piede nel cuore della Lunigiana.
«La presenza del presidente della Repubblica ci inorgoglisce e ci emoziona. Oggi come ventidue anni fa. Con la differenza che, stavolta, Fivizzano farà da cornice a un evento unico. Mai prima d’ora i presidenti di Italia e Germania avevano partecipato assieme a un evento pubblico».
Poco meno di 8mila abitanti, un centro urbano di dimensioni modeste e un appuntamento di rilievo mondiale da gestire al meglio. Come si prepara Fivizzano all’arrivo di Mattarella e Steinmeier?
«Siamo reduci da una maratona pazzesca. Da due mesi lavoriamo a questo evento, spesso anche con ritmi veramente estenuanti. Lo facciamo perché vogliamo che tutto sia perfetto, e sono convinto che siamo riusciti a fare un grande lavoro. Devo ringraziare tutta la macchina comunale e le persone che sono state di supporto all’amministrazione. Sarà la festa di tutti i fivizzanesi».
È corretto parlare di “paese blindato”?
«Sì, perché quando arriva il presidente della Repubblica ci sono regole stringenti da osservare per ciò che riguarda la sicurezza. Però il clima sarà assolutamente sereno. Mattarella e Steinmeier hanno voluto che la cerimonia ufficiale delle 12.30 in piazza Vittorio Emanuele II fosse completamente aperta al pubblico. Sarà una piazza piena di gente e di gioia».
Bandierine, coreografie, bambini disposti in file ordinate che salutano il presidente. Sono queste le immagini ricorrenti all’arrivo del Capo di Stato nelle varie città italiane. Sarà così anche a Fivizzano?
«Non proprio. Il Quirinale ha richiesto una cerimonia sobria. Non ci saranno bandierine, e neppure bambini in festa. La festa, più semplicemente, sarà di tutto il paese. Le uniche due strutture richieste dall’organizzazione sono il palco in piazza Vittorio Emanuele II e una tensostruttura poco distante».
Come passerà Gianluigi Giannetti la “notte prima del grande evento”?
«In casa. Sicuramente un briciolo di emozione ci sarà. La cosa che più mi piace è pensare al paese pieno di gente, teatro di un appuntamento di prestigio assoluto. Una giornata memorabile, che prima di tutto meritano le persone che 75 anni fa hanno perso la vita in uno dei periodi più tristi, cupi e folli della storia mondiale. Il pensiero, prima di tutto, deve andare a loro. I loro sacrifici non devono essere dimenticati». —
Tommaso Silvi
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