Toscana
I sindacati: «Medicina, organico completo ma soltanto 22 giorni su 150»
La Cisl torna all’attacco: al Noa 3 oss per 90 pazienti non sono un caso sporadico. E la Fials rincara: saltano le operazioni, malati senza igiene e bimbi in attesa per 4 ore
MASSA. L’Asl lo ammette: c’è stato un giorno in cui tre operatori socio sanitari hanno gestito 90 posti letto. Un solo giorno, un caso - lo definisce Asl - sporadico. È su quell’aggettivo che Cisl - che ha denunciato l’accaduto - non è d’accordo con l’azienda sanitaria. Non lo è la Cisl, non lo è la Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità).. Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp Toscana, premette che con l’Asl il sindacato vuole «dialogare e condividere soluzioni piuttosto che arrivare ad uno scambio epistolare», ma qualche puntino sulle “i” lo mette. E a dimostrazione che la carenza d’organico non è evento sporadico, chiama i numeri. Fa il punto degli organici in servizio nei primi 150 giorni del 2019 nell’area medica: «Per 22 giorni (pari al 14% ) l’organico - dettaglia - era al completo, per 33 giorni (pari al 22%) l’organico aveva il turno ridotto del 33% con 4 operatori socio sanitari anziché 6. Per 107 giorni (pari al 55%) l’organico era carente di una unità per turno e per 17 giorni (pari al 11 % ) aveva due sole unità nella notte. Alla luce di questi incontrovertibili numeri - Mastorci tira le somme - ci pare di poter tranquillamente affermare che la situazione sporadica è quella di vedere lavoratrici e lavoratori prestare il servizio con l’organico completo quindi in condizione di sicurezza ed in grado di garantire il migliore servizio al paziente».
E quella d’area medica - spiega la Cisl - è fotografia di tutto l’ospedale: «Purtroppo - prosegue Mastorci - la stessa situazione la troviamo al pronto soccorso, nell’area chirurgica, in rianimazione, nei distretti territoriali».
Stessa posizione quella di Renzo Barbieri, segretario provinciale della Fials. È lui a descrivere un ospedale «con carenze di posti letto, sedute operatorie rinviate, bimbi costretti ad attendere anche 4 ore al pronto soccorso per l’assenza di una corsia preferenziale. «La carenza di personale - scrive il segretario - è strutturale e non è vero che tre oss per 90 pazienti sono un caso sporadico, piuttosto è consuetudine quasi giornaliera. Quotidianamente sono presenti massimo 3 oss per 46 pazienti di cui almeno uno con gravi limitazioni lavorative. Gli operatori - aggiunge - sono utilizzati anche per accompagnare i pazienti nel caso debbano sottoporsi a visite ed esami. E ciascun operatore effettua minimo tre-quattro trasporti e ciò significa assentarsi per circa 30 minuti dal reparto. È constatabile che i pazienti fanno colazione senza avere avuto l’igiene personale, spesso anche il pranzo».
Barbieri non le manda a dire: «Le bugie hanno le gambe corte. È davanti a tutti il caos al Noa con gravi carenze di posti letto, sedute operatorie rinviate. Questa dirigenza nel periodo estivo chiude i reparti in una zona dove la popolazione raddoppia, le liste di attesa per esami strumentali hanno tempi biblici».
E se Barbieri chiede che i sindaci sfiducino «e mandino a casa» la dirigenza aziendale, Mastorci chiede una convocazione per fare il punto e condividere un percorso per superare le difficoltà. —
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