Gioco
Persiani e la virata verso la Lega, ma il sindaco smentisce il tesseramento
Il primo cittadino sul palco a Massaal momento della festa per il giuramento degli eletti. E qualcuno lo vede in lizza per il Parlamento: «Macché. Io mantengo gli impegni»
MASSA. È un gioco - complesso - di equilibri. Complesso perché in ballo c’è la tenuta di una maggioranza. Pesi e contrappesi: l’ago della bilancia è lui, Francesco Persiani, il sindaco. Se si muove, i pesi si ridistribuiscono. E qualcuno lo spostamento già lo vede, a favore - per rimanere alla metafora della bilancia - del piatto della Lega.
Del resto sempre più spesso alla parola sindaco in città si accompagna l’aggettivo leghista. Binomio mai ufficialmente smentito, piuttosto rafforzato dai tre giorni di festa regionale della Lega alla Comasca. E non soltanto perché nell’ultimo di quei tre giorni Persiani è salito sul palco e ha introdotto il capitano Matteo Salvini, ma pure - e soprattutto - perché sul palco Persiani era già salito, nel giorno di apertura della festa. Salito insieme a tutti gli eletti in quota Lega, mentre prestavano giuramento. Quando ha sceso le scalette per rimettere i piedi sul verde della Comasca, qualche leghista ha pensato che il dado fosse tratto: l’ago spostato a favore della Lega.
Ma è lo stesso sindaco a smentire: sa bene che quello spostamento, aprirebbe una spaccatura. Sostenuto da una coalizione di centrodestra, eletto in una lista civica che si è conquistata 6 consiglieri. E - garantiscono i beninformati - a quei consiglieri, o comunque a quasi tutti, un passaggio alla Lega proprio non andrebbe giù. Di centrodestra sì, leghisti e Salviniani no.
Ecco, quindi, che Persiani li rassicura e non soltanto ribadisce che alla festa regionale della Lega c’è perché l’evento è di caratura regionale e perché è sindaco di una coalizione di centrodestra in cui la Lega pesa, ma a margine della serata di chiusura aggiunge a chiare lettere che non è lui «a fare il salto». Non è lui a tessere:«Credo che sia qualcun altro a flirtare, certo non io. Se, ci sarà un passaggio alla Lega, beh io sarò l’ultimo a farlo. Non sono iscritto alla Lega». Punto.
Eppure c’è chi garantisce che, in piena crisi di governo e con l’ipotesi di un’elezione politica, il nome di Persiani potrebbe essere in lizza per il parlamento. In quota Lega.
Voci che Persiani smentisce senza tentennamenti: «Assolutamente no. Ho preso un impegno con i massesi e lo manterrà fino in fondo. Se anche avessi ambizioni romane - scherza - non mancherei mai di rispetto ai miei elettori. Mi hanno scelto per governare la città e proseguirò nel mio impegno. Rispetto i cittadini».
Sindaco di centro destra, ma leghista no. Del resto, pure chi lo introduce sul palco, prima di Salvini, sottolinea che “leghista o non leghista, è il sindaco dei massesi”. Precisazione che una riflessione la apre. Del resto se l’ago della bilancia si spostasse, beh la giunta vedrebbe un importante sbilanciamento proprio a favore della Lega. E c’è da scommettere che a quel punto non mancherebbero le ripercussioni in consiglio comunale. —
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