Il Tirreno

la classifica del sole 24 ore 

Massa, record di librerie e mega acquisti per i bimbi ma i grandi leggono poco

C.S.
Massa, record di librerie e mega acquisti per i bimbi ma i grandi leggono poco

I titolari: tanti punti vendita  ma ”consumi” contratti  in calo saggistica e narrativa Vanno alla grande invece le biografie delle star

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Massa. È vero che a noi massesi il tempo libero piace spenderlo al mare. Il mare ce lo abbiamo e ce lo godiamo. Ma a leggere la classifica del Sole 24 ore, che ci colloca al primo posto in Italia per numero di librerie in proporzione agli abitanti, abbiamo la conferma che nella borsa da mare, con crema e asciugamano, ci mettiamo pure un libro.

Sì perché all’ombra della Apuane di librerie ce ne sono 33, 16,8 ogni centomila abitanti. Vero, a Massa non abbiamo ancora riaperto il teatro Guglielmi, e neppure Carrara un teatro vero ce l’ha, ma divoriamo libri. Peccato, però, che questa sensazione, la sensazione dei massesi che spengono la abat jour a tarda notte per conoscere il finale della storia, i librari proprio non ce l’abbiano.

Silvano Cricca, titolare di Mondoperaio, in piazza Garibaldi, è uno che di gusti letterari e letture se ne intende: dal 1978 il suo negozio è un occhio sulla città. Silvano l’impressione che il massese legga molto non ce l’ha: «Credo che per stendere la classifica, siano stati individuate, in camera di commercio, tutte le attività a cui è collegato il codice di attività della libreria. Codice associato però anche ad attività affini, come le cartolibrerie. I massesi non sono grandi lettori». Piuttosto, hanno rallentato nella lettura: «Leggono molto meno rispetto ai decenni scorsi». Leggono meno e leggono diversamente: «Non più saggistica e narrativa, ma tante biografie di personaggi dello spettacolo e dello sport».

Leggiamo meno, ma nella lettura ci crediamo e alla lettura educhiamo i bambini. Riccardo Nicolai, titolare con il fratello Alberto, di “ Ali di Carta”, in piazza Aranci,vende soprattutto testi per i più piccoli e “Alì piccin” di cui è autore: storia del bambino massese, rapito dai barbareschi e diventato Pascià di Algeri. Testo amatissimo dei massesi. Tradotto in arabo, è il libro più venduto di tutto il Nord Africa.

Ci sono tante librerie? Beh, per Riccardo la sfida è rimanere aperti nell’epoca dell’acquisto on line e del libro digitale: «C’è molto romanticismo nell’aprire una libreria, ma la sfida è tirarla avanti e sopravvivere». Ali di carta è, infatti, qualcosa di più della vecchia libreria, è «un centro culturale, un salotto. Del resto, non dimentichiamo che ogni settimana escono 1.000 testi e se la vita di un libro si misura in copia, la media è di 300 copie a libro». Un mercato che produce tanto e consuma in fretta. Scelte sempre più “di mercato”, e mercato sempre più complesso: non soltanto il libro digitale, ma anche il supermercato che ha messo un piede - e anche qualcosa di più - nel mondo della carta e delle parole. Spesso proponendo pure prezzi competitivi.

Perchè soldi e crisi segnano pure la cultura: Anna Bigini, titolare di “Libri in armonia”, in via Pacinotti, ne è certa. Lei riconosce che di persone che leggono ce ne sono ancora, per fortuna. Ma riconosce che anche i grandi lettori hanno contratto gli acquisti: «Chi acquistava cinque libri, adesso ne acquista due. Certo il peso dell’ on-line si sente eccome, ma c’è pure la crisi». E se c’è da stare attenti, allora si taglia anche sui libri. Si legge meno, si torna al passamano e al prestito, si cerca l’offerta su internet. E se qualche soldo rimane, il libro si compra ai figli. Perché apprezzino. E imparino. —C.S.

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