Italia
Arrestato dopo il porno ricatto: "La volevo soltanto rivedere, il filmino lo avevo cancellato"
Parla il trentenne nei guai per estorsione a fini sessuali. Per due mesi ha minacciato la 50enne: “Ti rovino”
CARRARA. L’arresto del trentenne straniero finito nei guai per estorsione a fini sessuali è stato confermato. L’uomo, sorpreso in flagrante dai carabinieri mentre si trovava in auto della cinquantenne che da due mesi minacciava, scrivendole su messenger che avrebbe pubblicato e mandato alle figlie il video di un loro amplesso, resta ai domiciliari. L’avvocato che lo assiste, David Cappetta chiederà a settembre che gli venga concessa la possibilità di andare al lavoro. Perchè, lo ricordiamo, il trentenne è residente in città dove ha una famiglia e un impiego regolare.. Ma intanto l’uomo in tribunale ha dato la sua versione dei fatti, in parte - ha messo in evidenza il legale - avvalorata dal fatto che sul telefonino posto sotto sequestro non è stato rinviato il video che sarebbe stato oggetto del porno ricatto. «Volevo soltanto rivederla - ha dichiarato il trentenne - appena sono salito in macchina le ho detto che non avevo il video e che non volevo fare sesso con lei».
In auto la donna aveva accettato di dare appuntamento all’ex amante, ma prima aveva denunciato tutto ai carabinieri ed era stata munita di una microspia per “registrare” quello che sarebbe avvenuto di lì a poco.
La signora ai carabinieri aveva parlato di quello che per lei era diventato un vero e proprio incubo. L’uomo, un volta interrotta la relazione basata solo sul sesso, aveva cominciato con i messaggi. Le diceva che aveva il video di un loro rapporto sessuale (quello che le aveva fatto vedere promettendo di cancellarlo). Diceva che era pronto a pubblicarlo su un sito pornografico. E che avrebbe girato il materiale alle figlie, e al fidanzato di una di loro.
La donna, ai carabinieri, ha parlato anche di una destabilizzazione psicologica da parte dell’ex amante. Le diceva - ha raccontato - che in quel famoso video lei si vedeva bene in faccia, e quindi sarebbe stata riconoscibilissima. Mentre lui aveva quasi sempre il volto coperto. Una serie di elementi che hanno portato la donna a farsi coraggio e andare dai carabinieri, a denunciare tutto. —
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