Gioco
Gaia verso la rivoluzione Mastrini suona la carica
Dall’assemblea dei soci emerge la volontà di cambiare la politica dell’azienda Il sindaco di Tresana: «Piccoli e grandi Comuni insieme al tavolo di discussione»
TRESANA. Per Gaia sta per aprirsi un nuovo percorso societario, con la fase di trasformazione già ben avviata. In queste ultime due settimane i Comuni che detengono la maggioranza di quote di Gaia, e che per certi versi ne guidano i destini, hanno approvato delibere che aprono ad una metamorfosi della sua condizione statutaria per mutarsi in una società consortile, che possa confederare tutti i comprensori in un unico ente, ma con un peso specifico e una capacità di interazione con la gestione del servizio idrico ancora tutta da scoprire.
Un elemento a sostegno di questa volontà di cambiare l’essenza stessa della ragione societaria di Gaia, arriva dall’ordine del giorno dell’assemblea di oggi. Nel documento, tra le altre valutazioni emerge «la difficoltà di gestire un bene comune come l'acqua attraverso una Spa, la necessità di cambiare le logiche aziendali, il bisogno di individuare nuove forme di gestione del servizio», rendendo davvero concreta questa la sua modificazione nelle righe successive dove si fa menzione della «possibilità di trasformare Gaia Spa in azienda consortile dimensionata su bacini idrografici» con «la necessità di avere un servizio più efficiente, il bisogno di avere maggiori investimenti e la necessità di avere bollette più leggere per gli utenti» andando a contrastare «la dispersione di circa il 50 % delle risorse idriche che non vengono erogate da rubinetti». Proseguendo nella lettura si legge come l’indirizzo dei lavori dell’assemblea dei soci, che discende dalle volontà già espresse tramite delibere da parte dei Comuni di Massa, Carrara, Pietrasanta e Massarosa, a cui si aggiunge lo studio avviato dal Comune di Camaiore per la trasformazione dell’azienda, tenda a impegnare i presenti ad «avviare il percorso di trasformazione di Gaia Spa» e «studi per valutare e considerare le migliori opportunità di gestione nell'interesse dei Comuni e dei cittadini». Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Tresana Matteo Mastrini.
«In questi mesi, le nuove amministrazioni alla guida di Carrara, Massa, Camaiore e Pietrasanta, hanno espresso, con alcuni atti, i loro indirizzi politici per il futuro di Gaia. È importante rilevare come si tratti di amministrazioni di diverso orientamento politico e come, proprio per questo motivo, sia importante mettere al centro una volontà comune. Le delibere di queste amministrazioni, sono accomunate dal rilevamento delle attuali criticità, dalla dispersione idrica, alla necessità di nuove infrastrutture, al bisogno di ammodernare ed efficientare quelle esistenti». I piccoli Comuni per Mastrini potrebbero dover subire questa decisione.
«In un quadro così complesso i piccoli Comuni, che detengono quote minoritarie, non posso determinare le scelte generali, ma possono chiedere ai Comuni più grandi di farsi interventi di una volontà comune», sottolinea Mastrini proseguendo: «I piccoli Comuni possono assumere un ruolo importante in quanto detentori della risorsa, anche se la proprietà dell'acqua non si rispecchia nella partecipazione societaria è che determinata dalle dimensioni dei territori. Se vogliamo trasformare Gaia in una società che mette al primo posto i cittadini, facciamolo insieme, senza rivendicare posizioni, ma solo un futuro diverso per i nostri Comuni». —
Cristiano Borghini
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