Il Tirreno

la rievocazione 

“Molalù”, il fascino dell’antica lizzatura Folla ai ponti di Vara sotto il sole cocente

Daniela Marzano
“Molalù”, il fascino dell’antica lizzatura Folla ai ponti di Vara sotto il sole cocente

Centinaia di turisti a seguire il trasporto del blocco concluso con la “merenda del cavatore”. Qualche batticuore ma tutto ok

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CARRARA. Un vera folla si è data appuntamento eri mattina ai Ponti di Varaper la rievocazione della lizzatura storica, l’antico sistema di trasporto marmi del nostro bacino. I più fortunati sotto gli ombrelloni o gli stand, altri nelle zone d’ombra che riuscivano a trovare per ripararsi dal sole implacabile, c’erano persone di ogni età, tanti bambini, molti turisti. Tripudio di scatti fotografici e riprese, sia da parte per immortalare più salienti di questa rievocazione seguita anche da un drone che svolazzava per tutto il bacino.

Rievocazione non semplice quella della lizzatura, dal momento che si divide in due parti importanti: la partenza della carica dall’alto e poi, a circa metà percorso, lo sgancio di una fune e il fissaggio ad altri piri per la seconda parte della discesa, con grande scroscio di applausi da parte del pubblico. Gianluca Tinfena, giornalista di radio e tv è lo speaker la manifestazione da 10 anni. «Con gli anni ho imparato a calibrare i momenti di racconto con quelli di silenzio, per non disturbare la squadra al lavoro ma anche per dare allo spettatore il giusto momento di concentrazione su ciò che viene svolto». Il microfono, che raccoglie il “canto di lizza”, ovvero tutta la serie di ordini che il capolizza dà alla squadra, viene fissato al blocco ed amplificato grazie ad un service fornito dalla Eti elettronica. Nel corso della radiocronaca anche notizie storiche sulla lizzatura, dei tempi in cui i blocchi venivano trainati da coppie di buoi maremmani o l’episodio in cui Michelangelo Buonarroti, scampò miracolosamente alla morte durante una lizzatura andata male, e che costò la vita ad un suo operaio. Grandi assenti le tipiche “parolacce” o colorite imprecazioni, che fanno parte del folclore di questo mestiere e quindi della sua rappresentazione, e che chi, con molta ironia se le aspettava, ne è rimasto deluso. In compenso “Molalù”, l’espressione di comando del capolizza ripetuto centinaia di volte, è diventato un tormentone al punto che lo sentivi ripetere dai bambini in braccio alle mamme.

Riuscire a recarsi con le jeep fino alla sommità da cui parte il blocco, consente oltre che di godere di uno spettacolo mozzafiato delle cave, anche di cogliere l’emozione della squadra in attesa di partire e che si fa immortalare nella classica foto di gruppo. «Non abbiamo riti propiziatori prima della partenza – raccontano - Una volta si mangiavano taglierini e fagioli, vino o baccalà. Oggigiorno solo delle paste».

Come tradizione l’offerta della “merenda del cavatore”, a base di pane, pomodoro e lardo, e vino a tutti i presenti; Conad che ha sponsorizzato l’evento ha donato il pane, le larderie di Colonnata hanno fornito il lardo e la Bottega Testori che ha offerto il vino. Ecosostenibile la scelta di non distribuire bottigliette d’acqua, ma sistemare una autocisterna con un rubinetto al quale ciascuno, con un bicchiere di plastica fornito dallo stand alimentare, poteva accedere.

Prima volta alla rievocazione per Claudia Zanaga,studentessa di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Carrara che ha portato due amiche padovane Elisa Zordan e Valentina Bison. «Siamo emozionate, sentire i sassi che cadono e comunicazioni tra la squadra, ma stare qui ti fa rendere conto di quanto siano pericolosi certi lavori e che ci sono tante professioni che minano i diritti dei lavoratori di cui non tutti sono a conoscenza», concordano entrambe. Da Brescia viene la famiglia Solazzi, babbo Mauro con la moglie Silvia e i due bambini Sofia e Lorenzo. «Abbiamo sentito di questo evento per caso al parco», dice Silvia. Al piccolo Lorenzo lo spettacolo piace, anche se dice: «Ho paura che muoiano».

Nel corso della rievocazione sono state ricordate anche le figure di Angiolino Federici, storico lizzatore, e Pierluigi Boni, membro della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, scomparsi recentemente. —

Daniela Marzano

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