Gioco
La piscina del dramma del piccolo Ibrahim resta chiusa al pubblico
Villafranca, rimangono i sigilli all'ingresso della struttura teatro della morte del bambino di 10 anni
VILLAFRANCA. Le piscine comunali Cirelli di Villafranca continuano ad essere chiuse, perdurando ancora su di esse il fermo amministrativo imposto dalla magistratura che sta ancora cercando di ricostruire, in toto, l’intera vicenda che ha condotto alla morte del piccolo Ibrahim El Gargar. Quelle nubi scure, che profilavano all’orizzonte una chiusura anticipata della stagione per l’impianto villafranchese, paiono ora concretizzarsi. I sigilli sono ancora apposti ed intorno alla struttura, solitamente riempita dagli schiamazzi e dalle grida gioiose, regna il totale silenzio. Nel frattempo continuano le analisi dei reperti che sono stati ricavati da una certosina ricerca, da parte dei tecnici delle forze dell’ordine a caccia di indizi preziosi che aiutino a legare tutto ciò che si è appreso, attraverso la raccolta delle testimonianze di coloro che in qualche modo hanno assistito alla tragedia, in un unico filo rosso che riesca a dare una motivazione, reale e plausibile, a quanto è accaduto domenica 4 agosto. Ibrahim El Gargar stava giocando con alcuni amici all’interno della piscina di Villafranca. Poi la caduta in acqua, il malore, il viaggio disperato in ospedale e la morte, dichiarata alle 21.30 di lunedì 5. Resta da capire cosa sia successo e, soprattutto, se qualcuno abbia agito volontariamente per far perdere la vita al piccolo, o se invece si è trattato di un gioco con gli amici finito nel peggiore dei modi.
Un ulteriore ostacolo al lavoro degli investigatori è sicuramente rappresentato dalla mancanza, all’interno della struttura, di un dispositivo di videosorveglianza. La sua presenza avrebbe potuto, forse, dissipare i mille dubbi e le tante illazioni che sono state sollevate in questi giorni attorno a quell’episodio, perdendo di vista il vero interrogativo che tutti si dovrebbero porre all’indomani di una tragedia del genere: cosa è successo? La narrazione di quanto è accaduto è stata forse fin troppo romanzata e gli unici che al momento pare possano rispondere a questo interrogativo sono gli uomini e le donne che compongono il pool investigativo, cercando alacremente di comprendere se sia stato un incidente o se dietro ci sia qualcosa di diverso.
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