Il Tirreno

la tragedia di montignoso 

«Mi ha minacciato col martello, dovevo disarmare mio padre»

Alessandra Vivoli
«Mi ha minacciato col martello, dovevo disarmare mio padre»

La prima ricostruzione, dal carcere, di Moushinne Bouden sotto accusa per aver inferto 12 coltellate al genitore. Stamani sarà interrogato in tribunale 

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«Ho visto mio padre sopra di me. Aveva il martello fra le mani. Ho dovuto disarmarlo».

Di quella notte, la notte in cui ha ucciso il padre con dodici coltellate, comincia a ricordare tutti i dettagli.

Moushinne Bouden in cella ha parlato col suo avvocato, Riccardo Balatri. Stamani parlerà ancora nell’interrogatorio fissato in tribunale. Non si avvarrà della facoltà di non rispondere. Vuole raccontare la sua versione dei fatti. Parlare della notte in cui ha ucciso il padre.

la ricostruzione

La versione di Moushinne è nota già dal giorno della cattura, martedì, dopo una notte in fuga.

Il giovane sostiene che tutto sia iniziato con una lite in bagno, circostanza confermata anche dalle altre persone presenti che sono state interrogate e che erano presenti in casa. Il padre lo avrebbe ripreso mentre si stava tagliando i capelli, perché in bagno stava lasciando molta confusione, disordine e sporcizia. E da quanto riferiscono più fonti, compresi i vicini di casa, non si trattava della prima lite. I rapporti fra i due erano tesi e già da alcune settimane la tensione era cresciuta, giorno dopo giorno. Un rapporto conflittuale. I due camminavano sul ghiaccio, sempre più sottile.

Quei capelli caduti a terra, sparsi nel lavandino del bagno, insieme agli asciugamani sporchi, hanno fatto precipitare le cose. Hanno incrinato la lastra di ghiaccio.

Moushinne racconta che il padre si è fatto avanti f con martello e coltello. E che lui, dopo essere stato colpito alle braccia e al volto, è riuscito a disarmarlo.

Moushinne ricorda di aver colpito, più volte il padre. Ma, così ha riferito all’avvocato ed è pronto a ripetere davanti al giudice, prima ha dovuto disarmarlo. E poi si sarebbe difeso. Invocando la legittima difesa.

il medico legale

Sarà nominato stamani, dalla Procura, il medico legale che dovrà occuparsi dell’autopsia sul corpo di Abdel, il padre di Moushinne. Sarà fondamentale ricostruire la traiettoria delle coltellate. Capire quali sono i colpi che hanno ucciso l’uomo.

I carabinieri, che non hanno mai avuto dubbi sulla responsabilità materiale di Moushinne nell’omicidio di Abdel, stanno ancora indagando per ricostruire, in tutti gli aspetti la dinamica dell’evento. Ma anche per tratteggiare lo scenario che ha fatto da sfondo all’omicidio. Proprio per questo motivo dovranno ancora ascoltare molte fonti e parecchi testimoni.

I testimoni

Li hanno sentiti urlare, urlarsi contro. Poi hanno sentito rumori strani, come di una colluttazione. E hanno visto Moushinne scappare, con il volto squarciato. Con il sangue dappertutto.

Saranno fondamentali per gli inquirenti le testimonianze di chi, la sera di lunedì, ha assistito alla lite finita in tragedia. Saranno loro a raccontare quello che hanno visto. E quello che hanno visto e sentito nei giorni precedenti: le liti fra padre e figlio erano all’ordine del giorno. E questo non era un segreto, per nessuno. —



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