Il Tirreno

viale colombo 

La Soprintendenza: per i pini non serviva il nostro parere

Francesca Vatteroni

«Nessun obbligo, ma sarebbe stato auspicabile un momento di confronto sui presupposti dell’intervento»

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CARRARA. Arriva un nuovo e importante tassello a comporre lo scenario sui pini di Viale Colombo: la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa-Carrara dichiara ufficialmente: «Pare a questa Soprintendenza che non ci siano obblighi di richiesta di parere endoprocedimentale da parte del Comune». Chiamata in causa fin dall’inizio della vicenda sia dal Comitato di cittadini che dal Gruppo di Intervento Giuridico, la Sovrintendenza si pronuncia sulla base della norma di riferimento Dpr 31/2017 allegato A comma 14 (Autorizzazione paesaggistica) ma precisa, riferendosi all’Amministrazione: «Peraltro data l’ambiguità della norma, sarebbe stato apprezzabile un momento di confronto volto all’accertamento dell’esistenza dei presupposti per la realizzazione dell’intervento». Un confronto opportuno ma assente quindi secondo la Sovrintendenza, che in qualche modo è di conforto alle recriminazioni fatte sentire in più occasioni anche dai cittadini del Comitato, che aveva levato la voce sia in Consiglio Comunale, sia con comunicati che durante l’ultima conferenza stampa, contro il difetto di concertazione con cittadinanza e associazioni. Ma il parere della Sovrintendenza non è in realtà una doccia fredda per il Comitato, che durante la conferenza di qualche giorno fa appunto, aveva parlato di risposte ufficiose da parte della Sovrintendenza e della Responsabile dell’istruttoria secondo cui non veniva riscontrato nessun vincolo paesaggistico, la quale però avrebbe incoraggiato i cittadini a percorrere la strada della moral suasion per dissuadere l’Amministrazione dal proseguire in quel braccio di ferro.

Un tratto di strada comunque, quello coinvolto dal taglio dei pini con loro sostituzione con palme, che sembra non trovare pace: si è accesa infatti proprio in queste ore una nuova polemica per via delle nuove operazioni di scavo su quel punto del viale: «I lavori di tubazione sono di Gaia-risponde Andrea Raggi, Assessore ai Lavori Pubblici-la quale controllando le tubature ha visto delle perdite e ha approfittato dei lavori in corso per la sostituzione del tubo vecchio con uno nuovo, facendoci richiesta di scavo ma comunque-ha precisato-i lavori non erano ancora completati, mancava ancora la copertura finale, abbiamo aspettato appositamente a chiudere. Lo dico in risposta alla polemica di alcuni cittadini che lamentavano l'“apri/chiudi/apri/chiudi”. Una volta finite le loro operazioni noi ne avremo ancora per 10 giorni»” ha concluso l’Assessore.

Le operazioni di nuovo sterramento e scavo su quel tratto, ormai turato con bitume anche se mancante della copertura finale di abbellimento, avevano infatti suscitato delle perplessità fra alcuni cittadini. Gaia comunque conferma di aver scoperto le perdite durante i lavori e di aver chiesto il permesso di intervento subito i primi di luglio, per poi essere intervenuti nei giorni scorsi, alla fine del mese, immediatamente dopo aver ricevuto il permesso da parte del Comune: «Durante i lavori di demolizione del marciapiede per il suo rifacimento-spiega la portavoce di Gaia- sono emerse delle perdite occulte sulla nostra condotta. Queste perdite sono occulte perché lì siamo sulla sabbia e non sempre emergono. Quindi abbiamo ai primi di luglio fatto dei sopralluoghi e a fine mese l’Amministrazione ha rilasciato i permessi per il rifacimento della tubazione. Ottenuti i permessi ci siamo attivati. Il nostro lavoro proseguirà per tutta la settimana e poi verrà chiuso il primo tratto, ci fermeremo per la settimana di Gerragosto, dove a Marina ci sono eventi, per cui un cantiere aperto non è opportuno e poi successivamente proseguiremo fino a fine tratto ovvero comprendendo l'intero tratto da Via Modena e Via Rinchiosa, sostituendo la condotta». —Francesca Vatteroni

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