Il Tirreno

preoccupazione ai poggi 

Pisacane 2, da tre mesi i lavori sono fermi. Erp: stiamo ripartendo

Chiara Sillicani
I lavori eseguiti e poi interrotti: lo scavo per le fondamenta  è stato rimpito dall'acqua piovana
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I lavori eseguiti e poi interrotti: lo scavo per le fondamenta è stato rimpito dall'acqua piovana

Stop al cantiere per realizzare il palazzo di edilizia popolare. L’ente: progetto modificato per risparmiare tempo

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MASSA. Aspettano da anni, da quel sopralluogo del 2012 che ha rilevato problemi strutturali al palazzo di edilizia popolare in via Pisacane. Problemi così importante che mettere mano allo stabile - emerge fin dalle prime verifiche - costerebbe più che demolire e ricostruire. Così ai Poggi deve essere realizzato un nuovo palazzo (ribattezzato Pisacane 2) per ospitare una cinquantina di famiglie. Soltanto ad edificazione ultimata, l’altro stabile, quello ormai ko, sarà demolito. La burocrazia fa il suo - lungo - corso e tre mesi fa partono i lavori. Poi più nulla e a preoccupare chi in via Pisacane ci vive è quel cantiere vuoto. Lo scavo per le fondamenta è stato fatto, ma di operai neanche l’ombra. E a riempire il grosso buco ha pensato l’acqua piovana: uno stagno tra i palazzi.

A dover costruire è Erp, ente edilizia residenziale pubblica, ma le segnalazioni per lo stop ai lavori sono arrivate anche a palazzo civico. Marco Guidi, assessore ai lavori pubblici, solleva il problema due settimane fa durante un incontro proprio con Erp: «Mi è stato spiegato che si tratta di uno stop tecnico. Come Comune - aggiunge - siamo competenti per la realizzazione di un secondo edificio destinato alle 18 famiglie che negli anni hanno riscattato e acquistato l’appartamento. Per realizzare quel secondo immobile, è prevista la gara di assegnazione lavori a fine mese».

E  in questi giorni - parola di Erp - gli operai dovrebbero tornare in cantiere: «I lavori per la costruzione inizieranno stamani. Sono  giàstati portati sul posto i materiali e gli attrezzi. Il cantiere - Erp ci tiene a sottolinearlo - è rimasto fermo per tre mesi perché occorreva tempo per modificare, insieme alla ditta appaltatrice, alcuni particolari esecutivi del progetto con l’obiettivo di ottenere un risultato migliore e risparmiare tempo nella costruzione. Abbiamo rivisto - dettaglia l’ente - le disposizioni delle armature delle fondazioni, dei muri e dei pilastri in modo da razionalizzare la loro posa in opera e ridurre i tempi di esecuzione. Per quanto riguarda lo scavo, l’acqua è stata trattenuta dalla guaina di impermeabilizzazione che ha dimostrato di funzionare bene». —
 

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