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Pini abbattuti, inviate decine di lettere alla Soprintendenza

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CARRARA. Decine di lettere stanno arrivando alla direttrice della Soprintendenza di Lucca per chiedere le ragioni del suo mancato intervento al taglio dei pini di Viale Colombo. Lo riferisce il professor Riccardo Canesi che insieme al Comitato Salviamo i pini di Viale Colombo ha preparato una lettera che chiunque voglia potrà chiedere copia all’indirizzo salvaipini@gmail.com. «Gentile dott.ssa Angela Acordon-inizia la lettera-dal 10 giugno, a Marina di Carrara, è iniziato lo scempio di un bene storico-naturale, nel totale spregio della sua forte connotazione identitaria e affettiva. Tale scempio insiste in una zona sottoposta a doppio vincolo paesaggistico. Mi riferisco al sistema alberato di Viale Colombo dove sono già state abbattute 7 piante di pino domestico ed altre 56 aspettano la medesima ingiustificata e incomprensibile sorte. La momentanea interruzione è stata determinata dall’intervento dei cittadini, sostenuti dalla Lipu Nazionale, in rispetto delle leggi in difesa dell’avifauna in periodo di nidificazione. Da oltre un mese sono state inviate alla Sua Soprintendenza e al competente Ministero lettere e denunce da parte di cittadini, professionisti e Difensore Civico Regionale che ha inviato una richiesta di verifica anche al Ministero per i Beni e Attività Culturali; sono stati presentati due esposti alla Procura della Repubblica di Massa e Carrara, che vedono come attori cittadini e associazioni ambientaliste sia locali che nazionali; è stata avanzata un’interrogazione parlamentare; sono uscite decine di articoli e interventi sui social e sui quotidiani. Come cittadino italiano, rispettoso della legalità, legato alla storia della mia città, consapevole, in quest’epoca di emergenza climatica, del valore ecologico degli alberi, mi sorprende l’assenza della Soprintendenza la cui funzione istituzionale è esercitare un'articolata attività di tutela, prevenzione, conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici culturali. ... Ritengo ,altresì, dovuta una Sua risposta nel merito della legalità di quanto deliberato - e in parte già eseguito - dal Comune di Carrara in assenza dell’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza, e un conseguente Suo provvedimento in caso di illegalità».

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