La manifestazione
«Non sono pro o contro: libertà di scelta»
CARRARA. Lo scultore Michele Monfroni torna a spiegare la sua opera in mostra a Torano Notte e Giorno dal titolo “Aborto? No voglio sopravvivere” anche alla luce delle critiche ricevute ieri da Nora Facchini e oggi, come riportiamo a fianco, da Alessandro Bandoni. Monfroni ha incassato anche l’apprezzamento della giornalista e scrittrice Nicla Ghironi.
Osserva l’artista: «La donna in primis decide se abortire o no, infatti nella prima teca c'è un cervello rosa. È la donna che deve prendere questa difficile decisione, la vita nasce fin dal concepimento, vedi la cellula della seconda teca e poi va avanti con il formarsi degli embrioni - terza e quarta teca; nell’ultima teca c'è la croce ,perché la chiesa è contraria all’aborto, e poi vi è la "pillola del giorno dopo" RU486 che è possibile prendere nella prima settimana, questo è un percorso, e a maggior ragione la donna decide. Il membro maschile è presente - aggiunge - perché l'uomo è partecipe nel fecondare, e assistere».
Aggiunge ancora Monfroni: «Il segno rosso sul volto è contro la violenza delle donne, una violenza che può creare una gravidanza; la scelta difficile è portare avanti o interrompere?». «Io - ribadisce l’artista - sono per la libertà di scelta, non sono pro o contro, so che è una decisione molto difficile da prendere. Non mi sono schierato ho solo dato sfogo alla mia immaginazione artistica. La scultura è senza braccia perché la donna è a volte impotente o in difficoltà e non può agire. Il bambino in pancia che guarda il mondo in apprensione, lui non può prendere decisione, vuole sopravvivere. So che ogni vita è preziosa, voglio sopravvivere, voglio venire al mondo, la decisione è fondamentale». E conclude: «Libertà di decisione e pensiero, una cosa molto difficile. Da parte mia, voglio dialogare e riflettere».
Insomma, interpretazione della sua scultura libera, ma questo è il suo pensiero. —
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