Sicurezza
Menchini: la strana storia dei decolli e degli atterraggi
MASSA. Il nuovo Regolamento urbanistico è sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale i prossimi giorni 30 e 31, ricorda in una nota Sergio Menchini di Alternativca Civica. «Come è noto si tratta di approvare un atto “definito tecnico” che recepisce le indicazioni della Conferenza Paesaggistica (in particolare Regione Toscana e Sovrintendenza). Però, dietro la tecnica, come spesso accade, c’è la sostanza. La sostanza ha un nome tecnico: decolli e atterraggi». E aggiunge: «Cominciamo dai decolli. Questi riguardano i numerosi immobili, siti nell’intero territorio comunale, la cui demolizione deve essere favorita in quanto presentano problemi di vario tipo: localizzazione in prossimità di strade, di fiumi o in zone a rischio frana. Sulla base della normativa previgente questi immobili potevano essere delocalizzati, ossia i relativi volumi potevano essere realizzati su un altro terreno. A questo punto intervengono gli atterraggi: si tratta dei terreni ove questi nuovi volumi possono essere realizzati». E fa notare: «Nel passaggio tecnico fra la delibera dello scorso agosto e quella che dovrà essere approvata nei prossimi giorni, è avvenuto qualcosa che riguarda l’atterraggio: i terreni di atterraggio sono stati individuato in modo puntuale». E porta il caso dei Quercioli: «A fronte di decine e decine di immobili individuati per il decollo vi sono solo due terreni autorizzati all’atterraggio», «che fortuna che hanno questi signori, avevano un terreno non edificabile che diviene edificabile». Si chiede: «Come sono stati scelti? Dalle carte non è dato sapere.La tecnica spesso occulta la sostanza». —
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