Il Tirreno

i nodi della sanità 

«L’automedica? Fondamentale di notte in una località turistica»

Tiziana Gori
«L’automedica? Fondamentale di notte in una località turistica»

Nursind e Ordine delle professioni “stupiti” dalla presa di posizione dell’Asl E sulla questione infermieri: troppo pochi nei reparti in rapporto ai pazienti

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carrara. Dovunque si giri, l’Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, trova sindacati medici, Rsu, e ora anche i sindaci, che le chiedono un impegno concreto per aumentare il personale. È di due giorni fa l’ennesima odissea di un paziente al Pronto soccorso, con ore di attesa su una barella prima di essere visitato. . Ma ci sono altri aspetti dell’organizzazione sanitaria su cui gli addetti chiedono impegno. E non sempre la risposta che ricevono è quella sperata. Prendiamo il caso dell’automedica assente di notte a Massa e Carrara. Sulla questione è intervenuto pochi giorni fa l’Ordine delle professioni infermieristiche. Secondo l’Asl «non è necessaria».

La replica non si è fatta attendere. Non solo quella dell’Ordine, ma anche quella del Nursind (il sindacato degli infermieri). «Ci piacerebbe sapere come mai in altre località, gestite dalla stessa Azienda sanitaria, con minor popolazione residente e turistica (ad esempio Pontedera) l’automedica è presente sia di giorno che di notte, mentre a Massa, Carrara, Pisa, Livorno, città con un’elevata densità demografica, non c’è o è riservata esclusivamente all’orario diurno. Le emergenze avvengono anche di notte, e un team multiprofessionale con medico e infermiere sicuramente migliora l’esito delle cure al paziente critico». Nursind punta l’attenzione sull’aumento di rischio in una località turistica come Massa-Carrara. «La risposta deve essere pronta, e di qualità. L’automedica è la risorsa più flessibile all’interno della rete di emergenza in quanto, sulla base del quadro clinico, l’equipaggio può stabilizzare il paziente e accompagnarlo verso il Pronto soccorso, o ripristinare rapidamente l’operatività del mezzo. Siamo perfettamente d’accordo con le proposte dell’Ordine». Che non si limitavano, ricorda il vicepresidente Luca Fialdini, al far notare la discrasia sull’automedica (a Pontremoli sì, Massa e Carrara no) ma nel sollecitare l’impegno alla realizzazione di un Ospedale di comunità, una struttura dove il paziente non ancora in grado di essere dimesso sia trasferito dopo le dimissioni dal Noa (organizzato per intensità di cure, per casi acuti) e prima di essere rimandato a casa.

E poi la questione infermieri, per la quale Fialdini cita il rapporto internazionale Rn4cast, che delinea il rapporto ottimale tra pazienti e infermieri preposti alla cura: 1 infermiere ogni 6 pazienti in area medica –chirurgica, 1 ogni 4 pazienti in area pediatrica, 1 ogni 2 pazienti in area critica-intensiva. «I parametri sono nettamente superiori al Noa, gli operatori vanno in rischio burnout (stress psicofisico da eccesso di lavoro). Come mai – chiede Fialdini – l’Asl non risponde di fronte a questi numeri? Le assunzioni, interinali, previste entro la fine dell’estate non sono assolutamente sufficienti». —

Tiziana Gori

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