Il Tirreno

Opa, il cappellano va “in pensione”. Raccolta firme: lasciatelo con noi

Chiara Sillicani
Opa, il cappellano va “in pensione”. Raccolta firme: lasciatelo con noi

Padre Vincenzo ha 81 anni, «ma me ne sento 30». Il vescovo: potrà andare all’ospedale quando vorrà  

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MASSA. Ci sono persone speciali e le persone speciali lasciano un segno. Sempre. Padre Vincenzo Brunini, cappuccino, è una di quelle persone. Camaiorese, cappellano a Lucca, poi parroco dei Quercioli, da vent’anni ogni mattina sale le scale dell’ospedale pediatrico, vent’anni che parla con le mamme e i papà che piangono e pensano che tanto dolore non lo reggeranno. Vent’anni che sostiene medici, infermieri e oss, vent’anni che ride - non si piange solo in ospedale - con loro, racconta e si fa raccontare, ascolta e consiglia. Sì, è vero, adesso ha raggiunto 81 anni e la sua salute non è più quella di un giovanotto, ma tutti, proprio tutti, non vogliono che lasci l’ospedale e lui, del resto, gli anni non li sente: «Lo ammetto - confida - mi sento trent’anni. Sono pieno d’entusiasmo e all’Opa ormai ho la mia casa. Neanche se avessi un incarico a San Pietro, lo preferirei all’Opa. Andare mi fa sofferenza, ma se così mi viene chiesto, se c’è una soluzione migliore, è giusto che io vada».

Cappellano dell’ospedale pediatrico, dalla prossima settimana padre Vincenzo va “in pensione”: a sostituirlo arriva un sacerdote più giovane. Vero che il cappuccino quel sacerdote potrà affiancarlo, vero che all’Opa potrà tornare ogni volta che lo vorrà, altrettanto vero che gli operatori sanitari e i pazienti gli vogliono così bene che hanno pure organizzato una raccolta firme: chiedono al vescovo Giovanni Santucci di confermarlo come cappellano. Niente “pensione”. Nulla contro il nuovo sacerdote, stimato e apprezzato per il suo impegno all’ospedale di Fivizzano, ma padre Vincenzo ormai è parte dell’Opa, un pezzo, e non piccolo - spiegano all’ospedale - della sua storia e della sua identità. Luciano Ciucci, direttore generale della Fondazione Monasterio da cui l’Opa dipende, conferma il grande attaccamento di tutti al cappuccino: «So che c’è una raccolta firme - conferma - Tutti vogliamo bene a padre Vincenzo. Ha fatto molto per l’Opa, sempre vicino ai bambini malati e alle loro famiglie. Per noi è una istituzione».

E che padre Vincenzo ha fatto molto lo sa anche il vescovo, monsignor Giovanni Santucci e per questo lo ringrazia: «Gli siamo grati per quello che ha fatto, sappiamo che è molto amato. Ne siamo felici. Ho parlato con lui, sa che potrà affiancare il nuovo sacerdote e andare all’Opa ogni volta che lo vorrà».Lui, padre Vincenzo, di polemiche non ne vuole fare: «Sarò io stesso a presentare domani (leggi: oggi ndr), durante la messa in ospedale, il nuovo sacerdote. Se mi viene chiesto di andare, io lo faccio. Non celebrerò la messa, ma all’ospedale pediatrico apuano tornerò, con la serenità di sempre. Tornerò perché è lì che mi sento a casa ed è lì che per molti sono come un padre». Un padre che l’Opa chiede di avere ancora con sè. —


 

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di Redazione web