Il Tirreno

la lotta all’abbandono 

Nelle “Valli di Ziri” fra tele-medicina e tradizione della lana

Nelle “Valli di Ziri” fra tele-medicina e tradizione della lana

La cooperativa di comunità visitata dall’assessore Bugli: un esempio di difesa del territorio unita a nuove tecnologie 

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ZERI. Piedi piantati a terra ... ma la testa nel mondo". Il motto della cooperativa"Valli di Ziri" a Piagna di Rossano nel comune di Zeri è la migliore sintesi di quello che le cooperative di comunità sono o possono diventare: comunità di gente legata al territorio, decisa a rimanere a vivere in borghi o aree oggi marginali a difesa delle tradizioni e delle antiche economie locali, ma con l'intelligenza di non rinchiudersi in se stessi.

"Valli di Ziri" è una delle 25 cooperative di comunità, che la Regione Toscana lo scorso dicembre ha deciso di finanziare con un 1,2 milioni. La cooperativa zerasca è stata visitata venerdì dall’'assessore alla presidenza della Regione Vittorio Bugli. «Lo scopo ci siamo prefissi finanziando e incentivando queste cooperative è chiaro – spiega Bugli – Vogliamo arrestare lo spopolamento di queste aree, vogliamo invertire anche il trend di impoverimento delle economie di queste aree oggi marginali. Lo vogliamo soprattutto fare con la collaborazione, le idee e l'entusiasmo di chi ci vive: strumento nuovo dunque ma metodo antico, che appartiene alla tradizione della nostra regione».«Una realtà anche di solidarietà sociale - aggiunge il consigliere regionale Giacomo Bugliani, pure lui presente a Rossano – un modo per far crescere il senso di comunità in un'epoca in cui l'individualismo rischia di prendere il sopravvento».

L'idea della cooperativa "Valli di Ziri" è semplice: sviluppare una filiera corta locale legata alla pecora e alla valorizzazione delle biodiversità locali. Si lavora, in collaborazione con un'altra cooperativa di comunità (quella di San Casciano dei Bagni), al recupero delle lavorazioni tradizionali della lana, che grazie all'e-commerce e a magazzini e marketing digitali potrebbe favorire lo sviluppo di microeconomie locali. La rete aiuterà anche l'erogazione di alcuni servizi pensati per gli anziani e le fasce più bisognose: dalla diagnostica e la tele-medicina alla distruzione dei medicinali alla consegna della posta e della spesa. C'è attenzione anche al recupero della tradizione gastronomica legata all'utilizzo dei prodotti tipici, in chiave turistica in un territorio già ricco di storia e bellezze naturali. Il tutto si lega alla lotta al dissesto dei terreni e al recupero del patrimon io edilizio rurale. A 65 mila euro ammontava il progetto complessivo presentato alla Regione, che l'ha finanziato per 45 mila. —



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