Il Tirreno

Possibile mercato africano per il giro di moto rubate

Possibile mercato africano per il giro di moto rubate

l’indagine dei carabinieri sulla centrale delle “due ruote” , un arresto 

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carrara. Emergono nuovi dettagli investigativi dopo il colpo dei carabinieri che hanno scoperto, come raccontato da Il Tirreno pochi giorni fa, una vera e propria centrale di moto rubate gestita da un 34enne originario del Senegal che a tempo di record faceva prima sparire le targhe e poi smontava alcune parti meccaniche per renderle irriconoscibili. L’uomo è finito in manette per riciclaggio e ricettazione, mentre il suo complice è tuttora ricercato.

L’indagine dei Carabinieri è partita dalla segnalazione di un 17enne che si è presentato in caserma a Marina di Carrara per denunciare che due sconosciuti poco prima gli avevano strappato di mano il telefonino cellulare e si erano dileguati in sella ad un ciclomotore.

La segnalazione ha portati glo uomini al comando del luogotenente Antonio Vita Carino nello spiazzale di una ditta di spedizioni e dentro hanno trovato un container rosso. Dentro c’erano due uomini, di origine senegalese, che stavano smontando il telaio di due scooter in una sorta di parcheggio a cielo aperto pieno di altre due ruote. Una è riuscita a fuggire, mentre l’altra è stata bloccata.

L’uomo è poi risultato un 34enne del Senegal, operaio nel settore del marmo, in regola con il permesso di soggiorno, che ha raccontato di trovarsi in quel luogo per caricare su un container una partita di motorini usati e pezzi di ricambio di seconda mano regolarmente acquistati, che insieme ad altra merce avrebbe poi imbarcato per l’Africa.

I carabinieri hanno controllato uno ad uno tutti gli altri motocicli presenti in quell'area, per stabilire se ce ne fossero altri oggetto di furto. Dalle verifiche effettuate tramite i numeri di telaio è emerso che altri tre motorini erano stati rubati poche ore prima.

Per la brevissima tempistica ricostruita, è probabile che i due, insieme ad altri soggetti, avessero un vasto "giro" di veicoli rubati, destinati alla rivendita sul mercato nero. Inoltre, non è da escludere che quel carico di moto rubate trovate a Carrara fosse destinato all’estero, visto che buona parte dei motorini controllati sono risultati radiati per esportazione, perciò sembrerebbe che siano stati acquistati da privati o da concessionari della zona, per poi essere spediti, via mare, verso il continente africano, dove vengono reimmatricolati e rimessi in circolazione. —

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