Il dolore
Fermato di notte ad Avenza, aveva cocaina da spacciare
Lo hanno fermato nei paraggi del Bukowski. Avevano ricevuto delle segnalazioni su giri di spaccio e in lui c’era qualcosa di sospetto. E poi quell’uomo lo conoscevano già. I poliziotti si sono insospettiti e lo hanno seguito per un tratto, fermandolo per un controllo. Ed effettivamente qualcosa che non tornava c’era: lui si è infastidito quando gli agenti lo hanno avvicinato per controllare il suo marsupio. Sperando di non essere visto ha fatto cadere a terra un involucro di carta, ma il gesto non è passato inosservato. Erano quattro dosi impacchettate di cocaina che lo hanno fatto finire in manette.
Controlli notturni per la polizia nell’ambito delle operazioni intensificate durante l’estate per la prevenzione e la repressione dello spaccio di stupefacenti. Quando scatta il controllo è passata la mezzanotte, sono le 00.50. E in viale XX Settembre ad Avenza erano stati notati dei movimenti sospetti negli ultimi giorni. Confermati anche dalle chiamate di alcuni cittadini residenti in zona.
Così gli agenti si sono avvicinati al 28enne di origine marocchina chiedendogli di dare un’occhiata al suo marsupio marrone.
Domanda che ha subito messo l’uomo in un evidente stato di agitazione. Prendeva tempo, si lamentava, continuava a dire che non c’era niente da trovare dentro al suo marsupio.
Sperava così di distrarre gli occhi degli agenti dalla mano destra che cauta e rapida piombava nella tasca dei bermuda. Sotto le dita la carta stropicciata sembrava pesargli un quintale, ma l’unica occasione di liberarsene prima che fossero gli agenti a frugargli nelle tasche era quella. Un movimento veloce di pollice e indice e il lancio è fatto. Ma, sfortunatamente per lui, uno dei due agenti se ne accorge.
Recuperato e aperto l’imbroglio di carta colorata da terra, gli agenti hanno trovato quattro piccole bustine di cellophane, sigillate col fuoco dell’accendino, piene di polvere bianca. Cocaina, certo, come confermerà il narcotest. Processato per direttissima ieri di fronte al gip Dario Berrino, e assistito dagli avvocati di fiducia Riccardo Balatri e Carolina Tonini, l’uomo è stato condannato a sei mesi con l’obbligo di firma. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
