“Siete leghisti, via dalla festa” Litigio sui posti a Cà Michele
Una signora racconta: ci hanno buttato fuori. Il segretario Manenti: qui tutti benvenuti anche chi ha idee opposte. chi ha detto così ha sbagliato
CARRARA. Un litigio alla festa dell’Unità per i posti nell’area “liscio” diventa un mini caso politico.
Racconta la signora Gabriella Nicolai: «Giovedì scorso, verso le 18,30, arrivati alla festa di Cà Michele ci siamo recati nella zona di ballo e come abitudine da da anni, abbiamo legato le sedie con alcuni foulard alle ore 18:30 poi siamo andati a mangiare
Io e i miei amici, in tutto sei: siamo stati serviti dal presidente e vicepresidente del Pd i quali si sono dimostrati gentilissimi e disponibilissimi, li avevamo elogiati perchè per noi era tutto perfetto. Finito di cenare siamo tornati nella zona dove si balla e dove avevamo preso i posti quando una coppia già seduta ai propri posti ha cominciato a brontolare dicendo che non era giusto che si prendano i posti prima di andare a mangiare. La mia amica gli ha risposto che, se avessero voluto i primi posti sarebbero dovuti arrivare prima di noi. Al che i due si sono parecchio alterati. Nel frattempo stava passando tale signor Pino che fa parte dello staff della festa di Cà Michele, chiedendoci se fossimo del Pd. Io, che non capivo cosa centrasse lo schieramento politico con una sagra aperta a tutti ho risposto dicendo di essere della Lega e per Salvini. A quel punto il signor Pino ci ha detto che non avevamo diritto di rimanere alla festa e ci ha cacciato. La amica e suo marito sono diventati matti ed è partito il litigio verbale forte. A quel punto io mi sono preoccupata di allontanarli per evitare ulteriori cose spiacevoli».
Alla signora Gabriella replica Enzo Manenti, segretario provinciale del Pd: «Non sapevo nulla dell’accaduto e ne sono dispiaciuto. La festa dell’Unità è aperta a tutti e tutti sono benvenuti, anche chi non la pensa come noi, ci mancherebbe. Anzi, chi ha altre posizioni politiche è doppiamente benvenuto perchè qui può confrontarsi. Detto questo, non so chi sia il signor Pino, non c’è alcun Pino che fa parte dello staff di Cà Michele. Dunque, se questo signore ha avuto quel comportamento, lo ha fatto a titolo del tutto personale, arrogandosi il titolo di parlare a nome del Pd, non certo perchè questa sia l’indirizzo della festa».
Cosa succede quando la si butta in politica. —C.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
