Il Tirreno

la storia 

La triste storia del Marconi e degli studenti “deportati”

C.F.
La triste storia del Marconi e degli studenti “deportati”

Una ex studentessa del liceo scientifico racconta la sua amarezza per la chiusura della scuola: «Che male vedere quelle aule spettrali, dove siamo diventati grandi»

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CARRARA. “La triste storia del Marconi di Carrara”. Si intitola così la lettera, un’amara lettera”, che Sabrina Barbieri posta su Facebook e sul sito della Uil Scuola di Massa Carrrara. Sabrina Barbieri è una ex allieva del liceo scientifico Marconi. Da tempo si è trasferita a Milano, dove lavora come vice direttrice della rivista Starbene del gruppo Mondadori. Ma non ha reciso le sue radici carrarine e le “piange il cuore” a vedere il “suo” liceo chiuso e coperto dai rovi. Ecco, la sua lettera, che di seguito pubblichiamo, è un modo per richiamare l’attenzione su disastroso stato della edilizia scolastica in città. Ma ci dice anche che la chiusura di una scuola non è soltanto un problema di “lavori pubblici” ma una cosa che a a che fare con ricordi, memorie, affetti. Ma ecco la lettera.

«Eravamo in quarta liceo quando ci siamo promessi che ci saremmo rivisti tutti 10 anni dopo la maturità. Allora, a 17/18 anni, 10 anni ci sembravano un’enormità. Invece di anni ne sono passati 35! È stata la Cri B a telefonarmi: “Sei a Carrara in ferie? E allora vediamoci. Sento la Carla e Dani, poi chiamiamo gli altri. Pazienza se non rintracciamo tutti. Altrimenti qui non ci si vede più”. Ed è partito il tam tam, la ricerca su Fb, il gruppo whatsapp. Sono arrivati 15 ok. “Dove ci incontriamo?”. “Davanti al Liceo, ovvio “. Ed eccoci qui, in questa foto, noi della V B 83/84, alla nostra prima rimpatriata, davanti a quel che resta del nostro Liceo. Perché dal 2015 il Marconi non è più lì. L’edificio è inagibile. Tutto chiuso, tutto in rovina, abbandonato. Confesso: non ho avuto il coraggio di guardare oltre quel cancello arrugginito. Mi faceva troppo male, perché in quelle aule ora spettrali io sono diventata grande. Lì ho incontrato maestri di scuola e di vita. E come me migliaia di ragazzi di Carrara, Marina, Avenza, dei paesi, ma anche di Sarzana, Ortonovo, Marinella...

Il Marconi era un punto di riferimento nella nostra zona. Era un orgoglio poter dire “faccio lo Scientifico”. Oggi lo Scientifico non ha più casa. Gli oltre 500 iscritti sono ospitati nella sede dell’Itis Galilei, ad Avenza. Si tratta di una convivenza forzata, non senza difficoltà. Mi dicono che i ragazzi dello Scientifico non possono neppure utilizzare le macchine distributrici delle merendine, riservate a quelli dell’Istituto tecnico (ma questo è l’ultimo dei problemi, il primo è il sovraffollamento).

Loro, i ragazzi, hanno combattuto per non vedere morire il Liceo, sono riusciti a evitare l’accorpamento con un’altra scuola, ma una sede ancora non l’hanno ottenuta. Sono vittime di una politica che si rimpalla le responsabilità e che mette la scuola all’ultimo posto, con tagli continui e un’edilizia scolastica in uno stato disastroso. Riguardando la foto di noi della vecchia V B davanti a quel cancello arrugginito penso che a farmi (farci) male non sia tanto la sensazione di aver perso qualcosa del nostro passato (quello in fondo vive nei ricordi che nessuno mai potrà toglierci), ma il pensiero che la cultura in Italia ha di fronte un futuro tristemente grigio. #hofattoilmarconidicarrara e ne sono orgogliosa!» —C.F.



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