Sicurezza
All’Aurora il paradiso dei più piccoli con giochi e serate a tema per i bimbi
Marco Vatteroni è subentrato al padre Renato nella gestione del bagno. Dei 160 ombrelloni 140 sono di clienti “storici”
Il paradiso dei bambini: così potremmo definire il bagno Aurora, oggi gestito da Marco Vatteroni, succeduto negli anni’90 al padre Renato.
Un bagno che è quasi un piccolo villaggio, dove 140 ombrelloni su 160 (con 36 metri di fronte mare) sono prenotati da famiglie “storiche”: quelle presenti da prima del ’60 sono Baccioli, Demi, Del Monte, Musetti, Petrucci, Piccini, Ratti, Righini. Ivi incluso Paolo Righini e sua moglie, l’attuale assessora all’ambiente Sarah Scaletti. Vi è una quota, sebbene minore, di turisti, soprattutto provenienti da Parma. Ciascuno di essi porta in dono ai gestori, che sanno farsi benvolere dalla loro clientela, prodotti tipici delle proprie regioni. Un italiano trapiantato in Belgio non manca mai di portare con sé le birre locali, ad esempio.
Oltre a una particolare attenzione per la pulizia, apprezzatissima dei clienti, con tanto di bidoni per la raccolta differenziata, un occhio di riguardo è riservato ai bambini. La programmazione è infatti dedicata per lo più alla prima infanzia e gestita dalla “Mondo Amabile” di Gianni Amabile. Numerosi gli appuntamenti estivi, tra i quali segnaliamo quelli a venire: il 4 agosto è in programma una serata per tutte le età con ombre cinesi, disegni su sabbia e clownerie con Chico; il 6 agosto, una di giochi artigianali per i bimbi; il 10 agosto sarà dedicato ad animazione e raccontastorie; il 18 agosto, infine, è il turno della caccia al tesoro. Persino lo storico bagnino, Matteo Gruosso, in servizio presso l’Aurora da 14 anni, è il beniamino dei più piccoli che fa giocare col tubo per innaffiare.
Il ristorante, dotato di circa 60 posti, è gestito da Martina Lazzaro e Colette Mafrici, specializzate in piatti di mare. Particolarmente raccomandati gli spaghetti allo scoglio. Un dettaglio curioso è la piccola biblioteca, accessibile a tutti e dotata per lo più di testi donati dagli ospiti.
Il bagno nasce nel 1949; risale all’anno precedente la concessione rilasciata a Florindo Bruzzi e Altidoro Paladini, due marinai motoristi specializzati nel recupero di scali affondati. È la moglie di Bruzzi, Giovanna, a gestire l’Aurora insieme alla sorella Teresa. In seguito rileverà la parte della sorella insieme al marito Gianni Vatteroni, secondo a bordo di un rimorchiatore di Civitavecchia.
In questo momento l’Aurora consiste in un unico ambiente che fungeva da camera, cucina e soggiorno e da un servizio. Le cabine sono appena cinque. La situazione arriva a un punto di svolta quando i Vatteroni acquisiscono la parte di Paladini, nel ’54: il marito si occupa di lavori manuali, ma è Giovanna la manager, l’imprenditrice. Non solo gestisce il bagno e provvede in prima persona al ristorante, ma mette a disposizione la propria casa e quella delle amiche disposta a cedergliela, come albergo per i turisti. Ai suoi ospiti proporrà la pensione completa (con tutti i pasti da consumare all’Aurora), cedendo parte del ricavato ai proprietari delle case. Nel ’63 l’Aurora vince un premio dell’Ept per il miglioramento apportato alla struttura. Nel ’71 viene rifatto completamente fino a comprendere 85 cabine. L’impianto è rimasto sostanzialmente identico nel tempo, fatti salvi gli interventi di manutenzione ordinaria.
Tra i personaggi del bagno, si ricorda un singolare medico-mimo che dilettava gli ospiti facendo l’imitazione di una foca. In verità si trattava di un primario apprezzatissimo dai suoi pazienti. Il grande prato verde che decora la struttura è stato teatro delle nozze tra Marco Vatteroni e la moglie Simona Mencacci. —
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