Il Tirreno


Scoperto a Carrara il magazzino degli scooter rubati

Libero Red Dolce
Scoperto a Carrara il magazzino degli scooter rubati

Un’officina abusiva dove smontavano i motocicli, tutti Honda Sh, per poi rivenderli. Agli arresti un giovane

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CARRARA. Un giro di scooter rubati e poi rivenduti scoperto grazie alla segnalazione ai carabinieri di un ragazzo che ha visto un passaggio sospetto di un mezzo alla rotonda di Avenza. I militari hanno poi smantellato una piccola officina abusiva dentro a un container dove le moto rubate erano smontate, camuffate e infine rivendute sul mercato nero.

Finisce di fronte al gip Dario Berrino Code Loum, un 35enne senegalese difeso dagli avvocati Riccardo Balatri e Lorenzo Alberici, sotituiti dall’avvocato Carolina Tonini. La pm Alessia Iacopini aveva chiesto il carcere ma il giudice ha accolto la richiesta difensiva e applicato i domiciliari. Loum era incensurato.

La chiamata è arrivata venerdì alla stazione dei carabinieri, con il ragazzo che racconta ai militari di avere visto due persone consegnare uno scooter a due uomini di colore. Qualche ora dopo la chiamata però, il ragazzo che aveva telefonata è andato direttamente al comando per dire che i due probabili acquirenti dello scooter lo avevano avvicinato, togliendogli il cellulare proprio perché sospettavano che stesse chiamando i carabinieri.

A quel punto i militari sono andati nello spiazzale indicato, che si trova accanto a quello della Italcarrara, società di spedizioni. E subito si sono accorti di un container rosso, con alcuni motocicli posteggiati di fianco.

È bastato un giro intorno alla struttura per scoprire una specie di parcheggio con molti scooter. Su due di questi sono all’opera altrettante persone: stanno smontando con cacciaviti e chiavi parte del telaio.

È un attimo. Gli sguardi s’incrociano e uno degli smontatori, il più veloce, scappa come un fulmine facendo in poco tempo perdere le sue tracce. Ma nella fuga ha dimenticato il suo smartphone.

L’altro invece rimane inchiodato. È Loum Code, i militari erano troppo vicini per riuscire a scappargli.

Stavano lavorando entrambi su due Honda Sh, entrambi rubati, così come gli altri tre scooter ritrovati sul retro del container. Altri tre Sh, scooter tra i più ambiti dai ladri, perché facile da rivendere e piazzare poi sul mercato nero. Tutti e cinque gli scooter erano stati rubati quel venerdì, segno che dietro c’era un’organizzazione piuttosto rapida e ben coordinata.

I carabinieri hanno anche perquisito casa di Loum, ma lì dentro non c’era nulla di significativo ai fini dell’indagine. Arrestato, durante l’interrogatorio l’uomo ha preferito non rispondere alla domande che gli sono state poste.

Per il giudice, quella messa in piedi da Loum e dal suo complice, è un’attività continuativa e certamente in collegamento con altri soggetti dediti ai furti dei veicoli e alla rivendita».

La misura cautelare dei domiciliari è stata adottata per la paura di possibile inquinamento delle prove, ma il tribunale ha ritenuto che essendo incensurato e con un domicilio Loum non deve andare in carcere. —
 

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